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Adeguamento antisismico ad edifici pubblici e privati


Onorevoli Senatori! - Alla luce del catastrofico sisma che ha colpito il centro Italia, ci siamo posti un quesito sfortunatamente per troppo tempo ignorato dallo Stato e dalle Istituzioni. Ci siamo chiesti se fosse possibile prevenire l’emergenza causata da un terremoto di magnitudo importante, azzerando il drammatico numero di vittime e di sfollati che esso porta. Il nostro disegno di legge intende dare una risposta positiva a tale domanda. L’Italia è un paese ad elevato rischio sismico, molte volte interessato da questi disastri naturali che non possono essere geo-fisicamente preveduti. La nostra arma di difesa si basa, quindi tutta sulla prevenzione: costruire edifici antisismici in grado di resistere a terremoti di forte intensità è una soluzione quanto mai necessaria, per garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini che vivono in zone sismiche. Il disegno di legge in questione intende fare adeguare tutti gli edifici sia pubblici che privati (dalle scuole, alle imprese, alle case) alla normativa antisismica. Diviene fondamentale, alla luce degli ultimi disastrosi avvenimenti, studiare strategie adeguate onde evitare perdite a livello umano, economico e al ricco patrimonio artistico su cui può contare il nostro paese. Ricostruire lì dove l’evento sismico si è manifestato diviene quanto mai dispendioso, ancor più quando quest’ultimo reca nocumento, oltre che alle cose, alle persone. Costruire bene o adeguare è possibile, magari ripercorrendo le orme di tutti quei paesi costretti, troppo spesso, a vivere situazioni simili. Come il Giappone, da sempre esempio in fatto di prevenzione e informazione.
Per questo, riteniamo fondamentale che tutti i cittadini proprietari di immobili situati in zone considerate dal Dipartimento della Protezione Civile a rischio sismico alto, medio-alto, medio, medio-basso (zone sismiche da 1 a 3), valutino gli adeguamenti necessari o, quando opportuno, costruire edifici a norma. In entrambi i casi le spese supportate dai proprietari della struttura sarebbero supportate dallo Stato tramite sgravi fiscali. A livello puramente logistico, i tempi per l’adeguamento dovranno essere il più brevi possibili. Le scadenze e i tempi, prefissati dal presente disegno di legge, varieranno a seconda dell’impiego della struttura. Far rispettare tali termini e modi previsti dal disegno di legge in esame sarà compito di una commissione di controllo, che avrà anche l’onere di imporre una pena pecuniaria ai non adempienti.
L’idea è quella di prevenire l’emergenza causata dagli eventi sismici attraverso le soluzioni qui sopra riportate.

art. 1
(Edifici che posso beneficiare della legge)
 
1. Possono beneficiare della presente legge le strutture pubbliche e private che siano edificate in zone a rischio sismico alto, medio - alto, medio e medio - basso, secondo la Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale presentata nell’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2006 n.3519.

art. 2
(Tipi di adeguamento)
 
1. Per adeguamento si intende ogni intervento alla struttura finalizzato alla stabilità di essa in caso di eventi sismici di qualsiasi magnitudo.
2. Gli adeguamenti possono essere o totali o parziali:
a) per adeguamento totale si intende l’edificazione di una nuova struttura antisismica dall’origine;
b) per adeguamento parziale si intende la miglioria della struttura già esistente anche mediante l’aggiunta di apposite componenti che rendano antisismico il complesso.
3. Gli adeguamenti devono essere realizzati specificamente per i singoli edifici. I privati cittadini proprietari della struttura devono valutare gli adeguamenti necessari per rendere l'immobile antisismico. Tali adeguamenti devono essere indicati da personale esperto e qualificato di imprese edilizie scelte direttamente dal proprietario dell'immobile.

art.3
(Tempistica)
 
1. I lavori edilizi volti a mettere a norma antisismica gli edifici privati ad uso abitativo devo iniziare entro e non oltre 15 mesi dall'entrata in vigore della presente legge previa valutazione degli adeguamenti da effettuare.
2. Per gli edifici pubblici, a seconda della metratura della struttura e dell'impiego dell'edificio, saranno valutati i tempi necessari per l'inizio dei lavori edilizi dall'ente proprietario della struttura. I tempi per l'inizio dei lavori devono essere fissati e concretizzati entro e non oltre 22 mesi dall'entrata in vigore della legge.
3. Per gli edifici privati ad uso abitativo i lavori dovranno terminare entro e non oltre 3 anni dall'inizio dei lavori, mentre per gli edifici pubblici il lavori dovranno essere terminati entro e non oltre 5 anni dall'inizio dei lavori.
4. Per gli edifici privati ad uso commerciale, i lavori edilizi devono iniziare entro e non oltre 18 mesi dall'entrata in vigore della presente legge e dovranno essere terminati entro e non oltre 4 anni dal loro inizio.

art.4
(Commissioni di controllo)
 
1. Le Commissioni di controllo sono disposte ed operano a livello regionale. Esse devono essere costituite da personale esperto e qualificato in materia.
2. Sono disposte Commissioni di controllo in numero proporzionale agli edifici che subiranno adeguamenti all’interno di una specifica regione.
3. E’ compito di tali Commissioni effettuare controlli a campione alle strutture che dovranno essere adeguate o costruite a norma, e spetta ad esse l’incarico di imporre sanzioni pecuniarie ai trasgressori totali o parziali del presente testo.

art. 5
(Sanzioni)

1. Le sanzioni, nel caso in cui la Commissione di Controllo riscontra irregolarità, vanno da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 3.000 da applicare proprietari dell’immobile e all’impresa edilizia titolare del cantiere.

art. 6
(Copertura finanziaria)
 
1. Le spese per gli adeguamenti, siano essi totali o parziali, saranno finanziate dai proprietari della struttura. E' prevista una detrazione fiscale del 75 per cento delle spese sostenute.