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Disposizioni per il sostegno e la promozione dell'imprenditorialità giovanile italiana nel settore dell'agricoltura biologica


Onorevoli Senatori! - Il disegno di legge che si presenta mira ad offrire un sostegno concreto all’imprenditoria giovanile in un momento di grave crisi come quello che affligge ormai da anni il sistema economico nazionale ed internazionale. Investire su giovani altamente specializzati può rappresentare a giudizio di chi ha predisposto tale D.D.L. una scommessa complessa e stimolante ma destinata ad un sicuro successo in una fase storica in cui il nostro Paese ha bisogno di credere nelle proprie “eccellenze” che esistono e che meritano di essere valorizzate. Nello specifico il presente D.D.L. si propone di incentivare in maniera significativa e tangibile le imprese giovanili che credono fermamente nel settore dell’agricoltura biologica, ambito questo destinato, se opportunamente e intelligentemente incentivato dalla classe politica dirigente, a costituire sempre di più un vero e proprio fiore all’occhiello della nostra economia. Già alcuni paesi del nord Europa più lungimiranti hanno compreso che l’agricoltura biologica può e deve rappresentare un vero e proprio volano per la ripresa di una parte del sistema economico internazionale. In tal senso l’Italia ha la possibilità ma anche il dovere morale di rivestire un ruolo di primo piano in questa opera di “riconquista” del mercato alimentare, alla luce delle alte figure specializzate che il nostro sistema d’istruzione è abile a formare e soprattutto considerando gli elevati standard qualitativi che, storicamente, hanno sempre contraddistinto l’agricoltura del nostro Paese sin dai tempi dell’antica gloriosa Roma. Investire sull’agricoltura biologica significa puntare su un tipo di agricoltura che sfrutti la naturale fertilità del solo favorendola con interventi limitati e non invasivi, che miri a ridurre drasticamente l’inquinamento dell’ambiente circostante, che intenda promuovere la biodiversità delle specie coltivate ed allevate, e soprattutto che si prefigga di escludere l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM), che hanno ormai invaso il mercato alimentare di gran parte dei paesi più sviluppati, peggiorando di fatto, dati scientifici alla mano, la qualità del nutrimento quotidiano della popolazione e determinando quale conseguenza più evidente un sensibile aumento delle forme tumorali di origine alimentare e ambientale. Il rispetto dell’agrosistema e dell’ambiente da parte dell’agricoltura biologica, al contrario, non potrà che condurre ad un auspicabile miglioramento delle condizioni di vita di ciascun abitante del nostro mondo e a preservare da “aggressioni” sempre più sconsiderate quell’inestimabile e prezioso patrimonio naturale nel quale viviamo. L’Italia deve pertanto farsi trovare pronta per cogliere l’occasione di porsi a capo di questa “salvifica” impresa di carattere agro-alimentare, ma anche culturale, e che può presentare ulteriori risvolti di non secondario interesse anche dal punto di vista occupazionale. Il sostegno all’avvio di un lavoro autonomo può costituire infatti una valida risposta alla sempre più ingombrante e preoccupante “ansia” giovanile di assicurarsi un posto di lavoro all’interno della struttura pubblica ormai satura (vuoi per il blocco delle assunzioni, vuoi per gli inevitabili tagli sul settore pubblico, vuoi per la crisi latente del “privato”) e, parimenti, a quel tentativo disperato di fuga all’estero anche dei migliori che, pur preparati culturale e scientificamente ma mortificati da un sistema non sempre meritocratico, decidono a malincuore di lasciare la propria terra, alla ricerca di nuove e feconde strade che l’Italia, almeno in apparenza, sembra non essere più capace di offrire. Il contributo economico previsto da tale D.D.L. ai giovani imprenditori intende rappresentare dunque un sostegno ponderato e consapevole, e non un rimedio assistenziale o un deprecabile finanziamento a “pioggia”, per l’avvio di un’attività dalla quale potranno trarre giovamento non solo i suoi attori protagonisti ma l’intera comunità nazionale.

Art. 1
(Promozione di imprese a sostegno di giovani)
1. La presente legge intende promuovere lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore biologico, attraverso i mezzi più idonei ed assicurandone, con opportuni controlli, il carattere e le finalità.

Art. 2
(Campo di applicazione)
1. L’impresa si propone di svolgere attività finalizzate al raggiungimento di specifici obiettivi:
I.    rafforzamento della fase produttiva;
II.    rafforzamento delle fasi di filiera;
III.    rafforzamento del sistema biologico.
2. Tale impresa, in linea con quanto stabilito dall’International Federation of Organic Agricolture, dovrà mirare alle seguenti finalità:
a.    creazione di un sistema agricolo prettamente autosufficiente mediante ricorso alle risorse locali;
b.    salvaguardia della fertilità naturale del terreno.
3. L’impresa deve essere costituita, per almeno l’80%, da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, in possesso di uno specifico titolo di studio.

Art. 3
(Definizioni)
1. Ai fini della presente legge si intende per:
a. produzione biologica: un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali;
b.    elementi essenziali del sistema di gestione: la gestione della fertilità del suolo, la scelta delle specie e delle varietà, la rotazione pluriennale delle colture, il riciclaggio delle materie organiche;
c.    Organismi geneticamente modificati (OGM): organismi il cui patrimonio genetico è stato modificato mediante ibridazione e selezione o mutagenesi e selezione, oppure con metodiche di manipolazione del DNA e inserimento di nuovi geni negli organismi.
2. Si richiamano, inoltre, le definizioni riportate nel Reg. (CE) 834/2007, Reg. (CEE) 20181/1992, Reg. (CE) 510/2006.

Art. 4
(Tipologia delle aziende oggetto di finanziamento)
1. Sono finanziabili aziende dedicate:
a)    al management aziendale riferito allo sviluppo delle energie rinnovabili, costituite per almeno l’80% da giovani dai 18 ai 35 anni laureati e/o diplomati;
b)    alla progettazione e/o ricerca di nuove tecnologie e/o nuovi impianti tecnologici e di applicazioni alternative di tecnologie e/o impianti tecnologici già esistenti, costituite per almeno l’80% da giovani dai 18 ai 35 anni laureati e/o diplomati.


Art. 5
(Misure di sostegno alle imprese giovanili)
1.    Il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello sviluppo economico, con decreti da emanarsi entro dodici mesi dall’approvazione della legge, definiscono le modalità di finanziamento delle imprese.
2.    Tramite idonei canali di comunicazione i ministeri si impegnano a fornire le informazioni utili a promuovere l’oggetto della presente legge ed orientare i giovani per la costituzione dell’impresa.

Art. 6
(Modalità di erogazione dei contributi)
1.    Lo Stato concede un contributo massimo di euro 100.000 all’impresa, fino ad un massimo di 500 imprese. Tale contributo deve essere utilizzato per l’acquisto delle attrezzature, per l’affitto dei locali e dei beni tecnologici, per la formazione dei soci dell’impresa e per l’avvio delle attività.
2.    1/3 del contributo è erogato a fondo perduto mentre 2/3 sono concessi con fondo coperto e da restituire entro 10 anni dall’erogazione del contributo.
La somma deve essere garantita con fideiussione bancaria.

Art. 7
(Controlli e sanzioni)
1.    Le imprese devono presentare regolare rendicontazione delle spese sostenute, negli ambiti definiti nell’art. 6 comma 1.
2.    Se le imprese non impiegheranno in modo corrispondente le somme erogate e non restituiranno i contributi concessi nei termini stabiliti sarà richiesta la restituzione della intera somma erogata. In tal caso lo Stato si avvarrà della fideiussione bancaria.


Art. 8
(Copertura finanziaria).

Il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello sviluppo economico sono autorizzati a garantire una somma di euro 45.000.000 a copertura dei contributi concessi alle imprese. È istituito un apposito fondo di bilancio congiunto per l’erogazione dei contributi.