Questa traccia
è connessa al concorso

Disposizioni per il sostegno dei figli orfani di vittime di eventi catastrofici e/o attentati terroristici


testo originale | testo finale

Art. 1.
(Istituzione di un fondo di solidarietà a favore dei figli orfani di vittime di eventi catastrofici e/o di attentanti terroristici.)


1. È istituito un fondo di solidarietà nazionale finalizzato a sostenere situazioni di particolare disagio economico nel quale vengono a trovarsi i figli orfani di vittime di eventi catastrofici (terremoti, incendi, valanghe, slavine, maremoti, alluvioni, crolli, eventi atmosferici ecc.) e/o di attentati terroristici (esplosioni, investimenti ecc.).
2. Il Fondo si rivolge a tutte le persone residenti nel territorio dello Stato Italiano che posseggono i requisiti di cui al successivo articolo 3. Il fondo non sostituisce iniziative e/o interventi attivati da altri soggetti privati.

Art. 2
(Requisiti di ammissione)


1. Per poter beneficiare della prestazione di cui al successivo articolo 4 il richiedente deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
a)    Essere residente nel territorio della Repubblica Italiana.
b)    Essere figlio orfano di entrambi i genitori vittime di eventi catastrofici e/o di attentati terroristici.
c)    Non avere raggiunto l’autosufficienza economica.
d)    Avere un reddito mensile inferiore ad € 640,00 (esclusi i redditi derivanti da patrimonio immobiliare e/o mobiliare che non producano liquidità mensili).
e)    Non poter contare su aiuti economici da parte di familiari.
Essere in grado di mettere a disposizione la documentazione relativa alla situazione abitativa ed economica.


Art. 3
(Prestazione: assegno mensile)


1. Il Fondo garantisce un assegno ordinario mensile che verrà erogato immediatamente dalla data del verificarsi dell’evento catastrofico o dell’attacco terroristico. La prestazione viene erogata direttamente a favore del beneficiario. La prestazione viene erogata mensilmente nella misura di € 1.000,00 (mille/00); la prestazione viene erogata sino a quando il beneficiario non ha raggiunto l’indipendenza economica, fatta salva la verifica dell’impegno, da parte dello stesso beneficiario, al raggiungimento di detta indipendenza.

Art. 4
(Procedura per l’assegnazione della prestazione)

1. La domanda dovrà essere presentata direttamente dal beneficiario della prestazione; tuttavia, nel caso in cui soggetti beneficiari abbiano un’età inferiore agli anni sedici, la stessa potrà essere presentata da chiunque venga a conoscenza della presenza di detti soggetti.
2. La domanda, in carta semplice, dovrà essere presentata presso il Comune di residenza del beneficiario, - Ufficio prestazioni e servizi sociali. L’amministrazione Comunale, verificata la sussistenza dei requisiti, delibera l’immediata assegnazione della prestazione e ne determina l’impegno di spesa.

Art.5
(Copertura finanziaria)

1. Il fondo di solidarietà dovrà essere costituito da una disponibilità iniziale offerta da tutti i Parlamentari della Repubblica Italiana in carica (deputati e senatori) e da tutti gli ex Parlamentari della Repubblica Italiana (deputati e senatori in pensione) nella misura del 7% della propria indennità mensile per i Parlamentari in carica e del 5% del vitalizio per gli ex Parlamentari della Repubblica Italiana in pensione.
2. Il fondo, all’occorrenza, verrà reintegrato con una somma proveniente da una trattenuta effettuata nella misura del 7% sull’indennità mensile dei Parlamentari della Repubblica Italiana in carica (deputati e senatori) e del 5% del vitalizio per gli ex Parlamentari della Repubblica Italiana in pensione

testo originale | testo finale
Onorevoli Senatori! - Ad un anno dal tragico evento di Rigopiano, in cui hanno perso la vita ventinove persone, ciò che resta, oltre al dolore, è l’assenza di una legge adeguata, volta a garantire tutele anche economiche per i familiari delle vittime di una catastrofe naturale di tale portata. Il Disegno di Legge che viene presentato nasce, pertanto, dalla riflessione che spesso dopo la bufera, dopo le polemiche, dopo la solidarietà del momento la vita continua col suo ritmo quotidiano, con le sue esigenze. Wittengtein, in un suo trattato, definiva il mondo come “tutto ciò che accade”, e in tale prospettiva le calamità intese come terremoti, valanghe, incendi, appartengono pienamente al succedersi delle cose. Tuttavia è soltanto in una visione antropocentrica che diventano letteralmente “dis-astera”, disastri, eventi avversi e nefasti che provocano la morte di un gran numero di persone. È proprio l’affetto che ci lega a questa vita, la capacità di creare legami stabili e duraturi, la coscienza di poter donare e possedere cose a lungo termine che danno ragione della disperazione legata al disastro e non basta la consapevolezza, come diceva Voltaire, dell’inevitabilità di essi, per consolare le vittime. Un esempio sono Riccardo, Piergiovanni ed Edoardo Di Carlo, rispettivamente di 20, 18 e 9 anni, rimasti orfani di entrambi i genitori, vittime della tragedia di Rigopiano. Ad un anno dalla perdita soltanto l’impegno, il sacrificio e l’aiuto dei parenti hanno permesso a Riccardo e Piergiovanni, nel ricordo dei propri cari e con l’amore per il piccolo Edoardo (miracolosamente salvatosi), di riaprire la pizzeria di famiglia e di continuare gli studi superiori ed universitari. Oltre alla solidarietà familiare e della comunità locale nessuna sovvenzione dunque dallo Stato e dalle istituzioni pubbliche, neppure la dispensa dal pagamento della Tari, che puntuale è arrivata per la casa di famiglia, dove ormai, tra l’altro, non abita stabilmente più nessuno dalla data del tragico evento. Nel passare in rassegna le leggi attualmente vigenti in Italia, ci siamo resi conto che accanto al fondo per le vittime del terrorismo, al fondo per le vittime della strada, è ancora assente una norma per le persone vittime direttamente o indirettamente di catastrofi naturali.
Inoltre, un capitolo a parte riguarda, invece, tutti i casi di “tragedia” personale che non sempre appartengono ai grandi numeri, quali ad esempio i reati violenti, non ascrivibili direttamente sotto la dicitura di atti terroristici, come l’attentato di Berlino effettuato con un tir. In questo caso la norma, in vigore dal 1976, («Legge sui risarcimenti alle vittime di atti di violenza») che avrebbe dovuto regolamentare i rimborsi, non si applica perché l’aggressore ha agito «usando un automezzo o un rimorchio».
Ci sembra opportuno che lo Stato debba pronunciarsi relativamente a queste vicende ed ad altre analoghe mediante una norma ad hoc, che provveda ai cittadini maggiorenni e non che sono rimasti privi del sussidio economico per la sopravvivenza a causa di eventi non imputabili a qualcuno che possa risarcirli.

Art. 1.
(Istituzione di un fondo di solidarietà a favore dei figli orfani di vittime di eventi catastrofici e/o di attentanti terroristici.)
1. È istituito un fondo di solidarietà nazionale finalizzato a sostenere situazioni di particolare disagio economico nel quale vengono a trovarsi i figli orfani di vittime di eventi catastrofici (terremoti, incendi, valanghe, slavine, maremoti, alluvioni, crolli, eventi atmosferici ecc.) e/o di attentati terroristici (esplosioni, investimenti ecc.).
2. Il Fondo si rivolge a tutte le persone residenti nel territorio dello Stato Italiano che posseggono i requisiti di cui al successivo articolo 3. Il fondo non sostituisce iniziative e/o interventi attivati da altri soggetti privati.

Art. 2
(Requisiti di ammissione)
1. Per poter beneficiare della prestazione di cui al successivo articolo 4 il richiedente deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
a)    Essere residente nel territorio della Repubblica Italiana.
b)    Essere figlio orfano di entrambi i genitori vittime di eventi catastrofici e/o di attentati terroristici.
c)    Non avere raggiunto l’autosufficienza economica.
d)    Avere un reddito mensile inferiore ad € 500,00 (esclusi i redditi derivanti da patrimonio immobiliare e/o mobiliare che non producano liquidità mensili).
e)    Non poter contare su aiuti economici da parte di familiari.
f)    Essere in grado di mettere a disposizione la documentazione relativa alla situazione abitativa ed economica.
  
Art. 3
(Prestazione: assegno mensile)
1. Il Fondo garantisce un assegno ordinario mensile che verrà erogato immediatamente dalla data del verificarsi dell’evento catastrofico o dell’attacco terroristico. La prestazione viene erogata direttamente a favore del beneficiario. La prestazione viene erogata mensilmente nella misura di € 1.000,00 (mille/00); la prestazione viene erogata sino a quando il beneficiario non ha raggiunto l’indipendenza economica, fatta salva la verifica dell’impegno, da parte dello stesso beneficiario, al raggiungimento di detta indipendenza.

Art. 4
(Procedura per l’assegnazione della prestazione)
1. La domanda dovrà essere presentata direttamente dal beneficiario della prestazione; tuttavia, nel caso in cui soggetti beneficiari abbiano un’età inferiore agli anni sedici, la stessa potrà essere presentata da chiunque venga a conoscenza della presenza di detti soggetti.
2. La domanda, in carta semplice, dovrà essere presentata presso il Comune di residenza del beneficiario, - Ufficio prestazioni e servizi sociali. L’amministrazione Comunale, verificata la sussistenza dei requisiti, delibera l’immediata assegnazione della prestazione e ne determina l’impegno di spesa.

Art.5
(Copertura finanziaria)
1. Il fondo di solidarietà dovrà essere costituito da una disponibilità iniziale offerta da tutti i Parlamentari della Repubblica Italiana (deputati e senatori) nella misura del 5% della propria indennità mensile.
2. Il fondo, all’occorrenza, verrà reintegrato con una somma proveniente da una trattenuta effettuata nella misura del 5% sull’indennità mensile dei Parlamentari della Repubblica Italiana (deputati e senatori).