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Istituzione della figura dell'educatore all'alimentazione


testo originale | testo finale
art. 1
(Definizione)

1. L'educatore all'alimentazione opera in ambito formativo, educativo e sportivo, in rapporto a qualsiasi attività svolta in maniera formale e non formale, nelle varie fasi della vita scolastica, sociale e sportiva in una prospettiva di crescita educata e corretta  nel campo dell'igiene della sicurezza e della qualità dell'alimentazione.
2. La disciplina delle professioni di educatore all'alimentazione persegue gli obiettivi della Strategia europea deliberata dal Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, in materia di sviluppo dell'educazione formale, non formale e informale lungo il corso della vita dei cittadini europei per la realizzazione dello spazio europeo della società della conoscenza avanzata e competitiva, democratica e inclusiva, conformemente alle conclusioni 2009/C 119/02 del Consiglio europeo, del 12 maggio 2009, su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (ET 2020 ).

art. 2
(Definizione della professione di educatore all'alimentazione)

1. L'educatore all'alimentazione professionale opera nel rispetto delle norme dei rispettivi ordinamenti e profili professionali nonché dello specifico codice deontologico, con l'utilizzo di metodologie proprie della professione, in regime di lavoro autonomo, subordinato o, laddove possibile, mediante forme di collaborazione.
2. L'educatore all'alimentazione è un professionista che svolge funzioni intellettuali con propria autonomia scientifica e responsabilità deontologica, con l'uso di strumenti conoscitivi specifici di tipo teorico e metodologico, per la valutazione, programmazione, intervento e supervisione sugli stili di vita, indirizzati alla persona e ai gruppi, nei vari contesti educativi e formativi. Ed è subordinato al conseguimento della qualifica di cui all'articolo 7, comma 1 della presente legge ed è subordinato al conseguimento dello specifico titolo abilitante.

art. 3
(Ambiti dell'attività professionale)

1. L'educatore all'alimentazione opera nei confronti di persone di ogni età, prioritariamente nei seguenti ambiti:
a) educativo e formativo;
b) scolastico;
c) culturale;
d) giudiziario;
e) ambientale;
f) sportivo e motorio.

art. 4
(Servizi, organizzazioni e istituti nei quali è esercitata l'attività professionale dell'educatore all'alimentazione)

1. L'educatore all'alimentazione opera prioritariamente negli ambiti di cui all'articolo 3, in particolare all'interno dei seguenti servizi e presìdi pubblici e privati:
a) servizi educativi per il corretto sviluppo dello stile di vita alimentare della persona e della comunità territoriale;
b) servizi educativi nelle istituzioni scolastiche; servizi extrascolastici per la conoscenza e la maggiore informazione sui corretti stili di vita collegati all'alimentazione;
c) servizi educativi di promozione del benessere e della salute, con riguardo agli aspetti alimentari;
d) servizi educativi, sportivi, del tempo libero dalla prima infanzia all'età adulta;
e) servizi di educazione alimentare; servizi per la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico nazionale;
f) servizi educativi nel campo dell'informazione, della comunicazione, della multimedialità, della promozione culturale del patrimonio e delle tradizioni alimentari;
g) servizi educativi nei contesti lavorativi.
2. Per le amministrazioni pubbliche interessate, le disposizioni del comma 1 non comportano l'obbligo di erogare servizi collegati all'educazione alimentare aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti dalla legislazione vigente né costituiscono autorizzazione a derogare ai vincoli assunzionali ivi previsti.

art. 5
(Qualifica europea dell'educatore)

1. L'educatore all'alimentazione, se provvisto del diploma di laurea di I livello, rientra nel livello di conoscenze, competenze e abilità e opera nelle aree di professionalità del V livello del Quadro europeo delle qualifiche (QEQ), secondo la referenziazione nazionale delle qualifiche all'European qualifications framework da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri e dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), ai sensi della raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente, di seguito denominata "raccomandazione europea 23 aprile 2008".

Art. 6
(Attività professionali e competenze dell'educatore all'alimentazione)

1. L'educatore all'alimentazione professionale è in possesso delle conoscenze e delle competenze relative alla qualifica di cui all'articolo 7.

art. 7
(Formazione universitaria dell'educatore all'alimentazione professionale )

1. La qualifica di educatore all'alimentazione professionale è attribuita di diritto ai medici nutrizionisti, a coloro che sono in possesso del diploma o di laurea della classe 69 S biologo nutrizionista, a coloro che sono in possesso del diploma di laurea di I livello L-SNT/03 dietista; coloro che sono in possesso del diploma di scuola media secondaria di secondo grado indirizzo enogastronomico sono tenuti alla frequenza di un corso triennale ovvero di un master riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca.
2. La formazione dell'educatore all'alimentazione professionale, di cui al comma 1, è funzionale al raggiungimento di idonee conoscenze, abilità e competenze educative e disciplinari connesse, per lo svolgimento delle attività professionali di cui all'articolo 6, in coerenza con i livelli del QEQ e con i requisiti di qualità previsti dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) secondo la normativa universitaria vigente.

art. 8
(Formazione universitaria dell'educatore all'alimentazione)

1. La qualifica di educatore all'alimentazione è attribuita a seguito del rilascio di un diploma di laurea di I livello in medicina di cui al DM 270/2004, biologo nutrizionista laurea 69 S ed dietista, con diploma di laurea di I livello. Le spese derivanti dallo svolgimento dell'esame previsto ai fini del rilascio del diploma di laurea abilitante sono poste integralmente a carico dei partecipanti con le modalità stabilite dalle università interessate.

art. 9
(Adeguamento dei percorsi formativi)

1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca provvede, con propri decreti, ad apportare le necessarie modificazioni ai decreti per la determinazione delle classi delle lauree universitarie triennali. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministero della salute provvedono, con propri decreti, ad apportare le necessarie modificazioni al decreto interministeriale concernente l'istituzione di un programma di studio specifico per la disciplina.

art. 10
(Norme finali e transitorie)

1. La qualifica di educatore all'alimentazione professionale è attribuita a coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso di un diploma o di un attestato riconosciuto equipollente al diploma di laurea di biologo nutrizionista; dietista e medico nutrizionista con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. In via transitoria, possono acquisire la qualifica di educatore all'alimentazione professionale, previo superamento di un corso intensivo di formazione per complessivi 120 crediti, da svolgersi presso le università, anche tramite la formazione a distanza, coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso di uno dei seguenti requisiti e intraprendono i predetti corsi intensivi entro tre anni dalla medesima data:
a) inquadramento nei ruoli delle amministrazioni pubbliche a seguito del superamento di un pubblico concorso relativo al profilo di educatore;
b) svolgimento dell'attività di educatore per non meno di tre anni, anche non continuativi. L'attività svolta è dimostrata mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell'interessato ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
c) diploma abilitante rilasciato entro l'anno scolastico 2015/2016 da un istituto professionale ad indirizzo enogastronomico.
3. Il corso di cui al comma 2 è organizzato dai dipartimenti e dalle facoltà di biologia e nutrizione delle università. Le relative spese sono poste integralmente a carico dei frequentanti con le modalità stabilite dalle medesime università.
4. Acquisiscono direttamente la qualifica di educatore all'alimentazione professionale coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, essendo titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato negli ambiti professionali di cui alla presente legge, siano in possesso anche di uno solo dei seguenti requisiti:
a) almeno cinquanta anni di età e almeno dieci anni di servizio;
b) almeno venti anni di servizio.
5. Le modalità di accesso e di svolgimento del corso intensivo di formazione di cui al comma 2 e della relativa prova scritta finale sono definite con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
6. Fermo restando quanto previsto dai commi precedenti, i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge abbiano svolto legittimamente l'attività di educatore all'alimentazione per un periodo minimo di dodici mesi, anche non continuativi, documentata nei modi di cui al comma 2, lettera b), possono continuare ad esercitare l'attività di educatore. I soggetti di cui al periodo precedente non possono avvalersi della qualifica di "educatore all'alimentazione professionale".

art. 11
(Clausola di invarianza finanziaria)

1. All'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
testo originale | testo finale
Onorevoli Senatori! - Partendo da dati forniti dall'O.M.S., si è ritenuto opportuno presentare un disegno di legge per disciplinare la figura dell'educatore all'alimentazione. Si pensi che la Campania è la regione italiana con il maggior numero di persone affette da diabete scaturente da una non corretta alimentazione; se si rapporta il dato alla popolazione, la regione è seconda solo alla Lombardia in termini numerici assoluti. Numeri che si fanno allarmanti se abbinati al record negativo di obesità infantile. Se il trend europeo è inquietante (nel 2035 si stimano quasi 40 milioni di diabetici), quello regionale non può che esserlo di più. Di qui la necessità di investire il Parlamento, al fine di poter legiferare in materia, tenendo conto del costo sociale che dovremo affrontare in futuro nel campo della salute.
L’educatore all'alimentazione si presenta come una figura preparata in materia di nutrizione umana, in grado di sostenere lo sport, la promozione della salute e l’educazione ad una corretta alimentazione. Nel 2010 l’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ha proclamato la dieta mediterranea patrimonio immateriale culturale dell’umanità. Cosa si intende per dieta mediterranea? Definire la dieta mediterranea solo come un regime alimentare è riduttivo. La parola “dieta” ha origini greche e sta per “stile di vita”, cioè l’insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, della cultura e dei saperi con i quali le popolazioni del Mediterraneo hanno creato nel corso dei secoli una sintesi tra l’ambiente culturale, l’organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al mangiare. Con il termine dieta mediterranea ci si riferisce a un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni popolari che vanno dal territorio alla cucina, includendo il rispetto per la stagionalità di verdura e frutta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e il consumo di cibo, senza dimenticare la convivialità a tavola. Oggi bisogna porre particolare attenzione al modo in cui promuovere l’adesione al modello di alimentazione mediterranea, dall’infanzia all’età adulta, e le azioni da intraprendere nel campo dell’istruzione e della diffusione di tale modello: la politica sanitaria e la ricerca al fine di migliore la conoscenza del ruolo della nutrizione per un invecchiamento sano. L’invecchiamento sano richiede un approccio che duri tutta la vita. L’obiettivo della presente legge è quello di introdurre programmi di studio innovativi nel campo dell'alimentazione. Il disegno di legge disciplina proprio la figura dell'educatore all'alimentazione. Con esso si tende di valorizzare una figura professionale necessaria nella vita quotidiana. I soggetti che potranno esercitare detta attività professionale sono tutti i cittadini europei in possesso dei diploma di laurea di primo livello come dietista o biologo nutrizionista; mentre coloro che sono in possesso del diploma di scuola media secondaria, indirizzo enogastronomico, dovranno frequentare un corso post-diploma di almeno 120 crediti formativi presso istituzioni universarie ovvero corsi riconosciuti da enti della pubblica ammnistrazione. I soggetti destinatari del servizio reso sono tutti le persone, in particolare gli studenti, gli sportivi, operatori sociali. L'ambito di applicazione dell'istituito giuridico è molto ampio: dalla scuola, ai luoghi di lavoro; dalle strutture sanitarie alle case circondariali. I principi ispiratori sono quelli previsti anche a livello comunitario dalla raccomandazione del Consiglio europeo del 23/04/2008.

art. 1
(Definizione)

1. L'educatore all'alimentazione opera in ambito formativo, educativo e sportivo, in rapporto a qualsiasi attività svolta in maniera formale e non formale, nelle varie fasi della vita scolastica, sociale e sportiva in una prospettiva di crescita educata e corretta  nel campo dell'igiene della sicurezza e della qualità dell'alimentazione.
2. La disciplina delle professioni di educatore all'alimentazione persegue gli obiettivi della Strategia europea deliberata dal Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, in materia di sviluppo dell'educazione formale, non formale e informale lungo il corso della vita dei cittadini europei per la realizzazione dello spazio europeo della società della conoscenza avanzata e competitiva, democratica e inclusiva, conformemente alle conclusioni 2009/C 119/02 del Consiglio europeo, del 12 maggio 2009, su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (ET 2020 ).

art. 2
(Definizione della professione di educatore all'alimentazione)


1. L'educatore all'alimentazione professionale opera nel campo dell'educazione formale e dell'educazione non formale, nel rispetto delle norme dei rispettivi ordinamenti e profili professionali nonché dello specifico codice deontologico, con l'utilizzo di metodologie proprie della professione, in regime di lavoro autonomo, subordinato o, laddove possibile, mediante forme di collaborazione.
2. L'educatore all'alimentazione è un professionista che svolge funzioni intellettuali con propria autonomia scientifica e responsabilità deontologica, con l'uso di strumenti conoscitivi specifici di tipo teorico e metodologico, per la valutazione, programmazione, intervento e supervisione sugli stili di vita, indirizzati alla persona e ai gruppi, nei vari contesti educativi e formativi, nonché con attività didattica di ricerca e di sperimentazione nel campo della sicurezza alimentare, con particolare attenzione all'alimentazione umana.
3. L'esercizio della professione di educatore all'alimentazione è subordinato al conseguimento della qualifica di cui all'articolo 7, comma 1 della presente legge ed è subordinato al conseguimento dello specifico titolo abilitante.

art. 3
(Ambiti dell'attività professionale)

1. L'educatore all'alimentazione opera nei nei servizi socio-sanitari, sportivi e formativi.
2. L'educatore all'alimentazione opera nei confronti di persone di ogni età, prioritariamente nei seguenti ambiti:
a) educativo e formativo;
b) scolastico;
c) culturale;
d) giudiziario;
e) ambientale;
f) sportivo e motorio.

art. 4
(Servizi, organizzazioni e istituti nei quali è esercitata l'attività professionale dell'educatore all'alimentazione)

1. L'educatore all'alimentazione opera prioritariamente negli ambiti di cui all'articolo 3, in particolare all'interno dei seguenti servizi e presìdi pubblici e privati:
a) servizi educativi per il corretto sviluppo dello stile di vita alimentare della persona e della comunità territoriale;
b) servizi educativi nelle istituzioni scolastiche; servizi extrascolastici per la conoscenza e la mggiore informazione sui corretti stili di vita collegati all'alimentazione;
c) servizi educativi di promozione del benessere e della salute, con riguardo agli aspetti alimentari;
d) servizi di educazione alimentare formale e non formale per gli adulti;
e) servizi educativi, sportivi, del tempo libero dalla prima infanzia all'età adulta;
f) servizi di educazione alimentare; servizi per la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico nazionale;
g) servizi educativi nel campo dell'informazione, della comunicazione, della multimedialità, della promozione culturale del patrimonio e delle tradizioni alimentari;
h) servizi educativi nei contesti lavorativi, nei servizi di formazione,  consulenza, orientamento e bilancio delle competenze; servizi per l'aggiornamento e per la formazione.
2. Per le amministrazioni pubbliche interessate, le disposizioni del comma 1 non comportano l'obbligo di erogare servizi collegati all'educazione alimentare aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti dalla legislazione vigente né costituiscono autorizzazione a derogare ai vincoli assunzionali ivi previsti.


art. 5
(Qualifica europea dell'educatore)

1. L'educatore all'alimentazione, se provvisto del diploma di laurea di I livello, rientra nel livello di conoscenze, competenze e abilità e opera nelle aree di professionalità del V livello del Quadro europeo delle qualifiche (QEQ), secondo la referenziazione nazionale delle qualifiche all'European qualifications framework da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri e dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), ai sensi della raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente, di seguito denominata "raccomandazione europea 23 aprile 2008".

art. 6
(Attività professionali e competenze dell'educatore all'alimentazione)

1. Negli ambiti di cui all'articolo 3, l'educatore all'alimentazione professionale svolge mansioni relative all'attuazione, alla gestione e alla valutazione delle azioni educative e formative dei servizi e dei sistemi di educazione e formazione pubblici o privati e del terzo settore. Concorre, inoltre, alla progettazione dei suddetti servizi e sistemi e di azioni educative rivolte ai singoli soggetti.
2. L'educatore all'alimentazione professionale è in possesso delle conoscenze e delle competenze relative alla qualifica di cui all'articolo 7 e svolge le seguenti attività educative e formative:
a) programma, realizza e valuta interventi e trattamenti educativi e formativi diretti alla persona negli ambiti e nei servizi individuati dalla presente legge;
b) accompagna e facilita i processi di apprendimento in contesti di educazione permanente;
c) accompagna e facilita i processi di apprendimento in contesti di formazione professionale;
d) coopera alla definizione delle politiche formative.

art. 7
(Formazione universitaria dell'educatore all'alimentazione professionale)

1. La qualifica di educatore all'alimentazione professionale è attribuita di diritto ai medici nutrizionisti, a coloro che sono in possesso del diploma o di laurea della classe 69 S biologo nutrizionista, a coloro che sono in possesso del diploma di laurea di I livello L-SNT/03 dietista; coloro che sono in possesso del diploma di scuola media secondaria di secondo grado indirizzo enogastronomico sono tenuti alla frequenza di un corso triennale ovvero di un master riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca.
2. La formazione universitaria dell'educatore all'alimentazione professionale, di cui al comma 1, è funzionale al raggiungimento di idonee conoscenze, abilità e competenze educative e disciplinari connesse, per lo svolgimento delle attività professionali di cui all'articolo 6, in coerenza con i livelli del QEQ e con i requisiti di qualità previsti dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) secondo la normativa universitaria vigente.
3. La qualifica di educatore all'alimetazione professionale è attribuita a seguito del rilascio del diploma di laurea abilitante di un corso di laurea della classe L/SNT/03 dietisti.

art. 8
(Formazione universitaria dell'educatore all'alimentazione)

1. La qualifica di educatore all'alimentazione è attribuita a seguito del rilascio di un diploma di laurea di I livello in medicina di cui al DM 270/2004, biologo nutrizionista laurea 69 S ed dietista, con diploma di laurea di I livello. Le spese derivanti dallo svolgimento dell'esame previsto ai fini del rilascio del diploma di laurea abilitante sono poste integralmente a carico dei partecipanti con le modalità stabilite dalle università interessate.
2. La formazione universitaria dell'educatore all'alimentazione è funzionale al raggiungimento di idonee conoscenze, abilità e competenze e connesse allo svolgimento delle attività professionali individuate nell'articolo 9, in coerenza con i livelli del QEQ e con i requisiti di qualità previsti dall'ANVUR secondo la normativa universitaria vigente.

art. 9
(Adeguamento dei percorsi formativi)

1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca provvede, con propri decreti, ad apportare le necessarie modificazioni ai decreti per la determinazione delle classi delle lauree universitarie triennali. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministero della salute provvedono, con propri decreti, ad apportare le necessarie modificazioni al decreto interministeriale concernente l'istituzione di un programma di studio specifico per la disciplina.

art. 10
(Norme finali e transitorie)

1. La qualifica di educatore all'alimentazione professionale è attribuita a coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso di un diploma o di un attestato riconosciuto equipollente al diploma di laurea di biologo nutrizionista; dietista e medico nutrizionista con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. In via transitoria, possono acquisire la qualifica di educatore all'alimentazione professionale, previo superamento di un corso intensivo di formazione per complessivi 120 crediti, da svolgersi presso le università, anche tramite la formazione a distanza, coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso di uno dei seguenti requisiti e intraprendono i predetti corsi intensivi entro tre anni dalla medesima data:
a) inquadramento nei ruoli delle amministrazioni pubbliche a seguito del superamento di un pubblico concorso relativo al profilo di educatore;
b) svolgimento dell'attività di educatore per non meno di tre anni, anche non continuativi. L'attività svolta è dimostrata mediante dichiarazione del datore di lavoro ovvero autocertificazione dell'interessato ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
c) diploma abilitante rilasciato entro l'anno scolastico 2015/2016 da un istituto professionale ad indirizzo enogastronomico.
3. Il corso di cui al comma 2 è organizzato dai dipartimenti e dalle facoltà di biologia e nutrizione delle università. Le relative spese sono poste integralmente a carico dei frequentanti con le modalità stabilite dalle medesime università.
4. Acquisiscono direttamente la qualifica di educatore all'alimentazione professionale coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, essendo titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato negli ambiti professionali di cui alla presente legge, siano in possesso anche di uno solo dei seguenti requisiti:
a) almeno cinquanta anni di età e almeno dieci anni di servizio;
b) almeno venti anni di servizio.
5. Le modalità di accesso e di svolgimento del corso intensivo di formazione di cui al comma 2 e della relativa prova scritta finale sono definite con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
6. Fermo restando quanto previsto dai commi precedenti, i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge abbiano svolto legittimamente l'attività di educatore all'alimentazione per un periodo minimo di dodici mesi, anche non continuativi, documentata nei modi di cui al comma 2, lettera b), possono continuare ad esercitare l'attività di educatore. I soggetti di cui al periodo precedente non possono avvalersi della qualifica di "educatore all'alimentazione professionale".

art. 11
(Clausola di invarianza finanziaria)

1. All'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.