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Introduzione dell’insegnamento dell’educazione emozionale nei programmi scolastici delle scuole secondarie di primo e di secondo grado


Onorevoli Senatori! – Il Disegno di Legge che vi presentiamo parte dall’analisi dell’assunto del prof. Daniel Goleman, docente di psicologia all’Università di Harvard che nella sua opera "Emotional Intelligence” del 1995 scriveva: “Gli insegnanti incominciano a capire che esiste un diverso tipo di lacuna, più pericolosa: l’analfabetismo emozionale”, ossia, l’incapacità di riconoscere, esprimere e gestire le proprie emozioni. Alcuni comportamenti tipici degli adolescenti di oggi - la preferenza a restare soli, il sentirsi tristi, i fenomeni di delinquenza e aggressività, il bullismo, l’abbandono scolastico, la dipendenza da alcool e droghe - sarebbero il risultato di un diffuso analfabetismo emozionale.
In particolare, ricercatori della Yale University, hanno sperimentato e sono sempre più convinti che per combattere il bullismo, fenomeno sempre più in crescita soprattutto nelle scuole, l’arma più efficace è lo sviluppo dell’educazione alle emozioni e dell’intelligenza emotiva.
L’intelligenza emotiva consiste nella capacità di identificare, di esprimere le emozioni, di negoziare soluzioni, di analizzare la situazione sociale e di mantenere l’autocontrollo, di risolvere contrasti prima che degenerino in uno scontro.
Essa si basa su tre abilità fondamentali: autoconsapevolezza, autocontrollo ed empatia (capacità di percepire lo stato d’animo ed i sentimenti di un’altra persona), tutte competenze essenziali alla vita relazionale, culturale e sociale.
L’educazione socio-emotiva, come le ricerche dimostrano sempre più puntualmente, migliora i risultati scolastici e il benessere emotivo, permettendo lo strutturarsi di relazioni positive e la diminuzione delle situazioni di conflitto. Notevoli, dunque, sono gli effetti positivi delle emozioni nella didattica: creano desiderio di partecipazione attiva; generano coinvolgimento, impegno, fiducia; riproducono un clima classe collaborativo e disteso; aumentano l’interscambio costruttivo, creano un gruppo-classe, consentendo alle relazioni di svilupparsi in un clima favorevole.
Se, quindi, «l’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali» (articolo 26, comma 2, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo), la «didattica delle emozioni»,unita all’educazione civica, appare un ottimo strumento educativo per la riduzione significativa dei fenomeni relativi al consumo di droghe, ai fenomeni di bullismo, all’ abbandono scolastico ed alle varie forme di disagio adolescenziale.
Pertanto, è convinzione condivisa che occorra un intervento legislativo che preveda l’obbligatorietà dell’Educazione emozionale come materia di studio.
A tal fine il presente disegno di legge all’articolo 1 prevede l’insegnamento della disciplina dell’“Educazione emozionale” nei corsi scolastici, mentre l’articolo 2 definisce le finalità dell’insegnamento della disciplina.
L’articolo 3 assegna la competenza dell’insegnamento dell’educazione emozionale.
L’articolo 4 dispone riguardo ai programmi d’insegnamento e, infine, l’articolo 5 reca le disposizioni finanziarie.

Art. 1.
(Insegnamento dell'educazione emozionale nei corsi scolastici)
1. La presente legge disciplina l'insegnamento dell'«educazione emozionale» nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado.
2. A decorrere dall'anno scolastico successivo a quello dell'entrata in vigore della presente legge,
l'insegnamento dell'educazione emozionale è inserito nella programmazione didattica delle scuole di primo e di secondo grado.

Art. 2.
(Finalità)
1. L'insegnamento dell'educazione emozionale propone di costruire una cultura fondata sulla conoscenza dell’alfabeto emotivo e di favorire nei ragazzi l’assimilazione di valori tali da accompagnarne la crescita verso un futuro di cittadini responsabili e consapevoli. L’obiettivo da raggiungere è quello di sviluppare nei discenti tre fondamentali abilità: autoconsapevolezza, autocontrollo ed empatia, intesa quest’ultima come capacità di percepire lo stato d’animo ed i sentimenti di un’altra persona.

Art. 3.
(Abilitazione all'insegnamento dell'educazione emozionale)
1. L'insegnamento dell'educazione emozionale è inserito all'interno dei seguenti corsi:
a) nella scuola secondaria di primo grado, all'interno dei corsi di scienze;
b) nella scuola secondaria di secondo grado, all'interno dei corsi di italiano, di diritto e di storia.
2. Le direzioni scolastiche regionali, in collaborazione con gli assessorati competenti per l'istruzione e per la salute delle singole regioni, individuano tra il personale docente le figure più idonee all'insegnamento dell'educazione emozionale, redigendo apposito albo regionale degli insegnanti di educazione emozionale.
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, con proprio decreto adottato di concerto con il Ministro della salute,
definisce le modalità per la realizzazione di appositi corsi di qualificazione professionale, se ritenuti
necessari, per i docenti risultati idonei all'insegnamento dell'educazione emozionale di cui al comma 2.
I corsi di qualificazione hanno la durata massima di sei mesi e si svolgono nelle università presso cui sono attivati i corsi di laurea in discipline umanistiche e psicopedagogiche; i relativi programmi sono adeguati al livello dell'insegnamento da prestare e definiti tenendo conto dei programmi di
insegnamento.

Art. 4.
(Programmi di insegnamento)
1. I programmi, le modalità e i tempi dell'insegnamento dell'educazione emozionale sono definiti dalle singole istituzioni scolastiche, garantendo che:
a) l'insegnamento sia articolato su un orario di almeno venti ore per ogni quadrimestre;
b) l'insegnamento sia svolto da docenti formatisi attraverso appositi corsi
c) Alla luce di ricorrenti inquietanti episodi che sembrano delineare l’immagine di un’adolescenza anaffettiva e poco responsabile, quasi inconsapevole dei gesti commessi e delle loro conseguenze, ci si propone di integrare l’educazione alla salute con quella all’affettività, insegnando il rispetto dell’altro e del diverso, sforzandosi di prevenire la fuga dalla realtà, rifugiandosi nelle droghe, nell’alcol o nel tabagismo ormai diffuso anche tra minori di 12 anni.
d) siano individuate e sviluppate nuove metodologie di insegnamento tese a realizzare una
partecipazione attiva e un coinvolgimento pieno degli alunni e dei docenti stessi, in particolare con
strategie che possano coinvolgere anche i genitori degli alunni.

Art. 5.
(Disposizioni finanziarie)
1. Ogni istituzione scolastica, nell'ambito dell'autonomia e delle risorse di cui dispone, provvede all'organizzazione dell'insegnamento dell'educazione emozionale secondo le disposizioni di cui alla presente legge.