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Disposizioni per la lotta agli articoli contenenti informazioni inventate, ingannevoli o distorte, pubblicate per creare disinformare e diffondere bufale, soprattutto attraverso i social network (cd. fake news) e per garantire il diritto all’oblio


Onorevoli Senatori! - Le notizie false, o fake news, sono un problema serio per la de-mocrazia, come gli errori di stampa, bufale e teorie complottistiche utilizzate come fonti giornalistiche autentiche. Attraverso la loro diffusione è possibile manipolare l’opinione pubblica e orientare le decisioni di governo. La disinformazione attraverso i mezzi di comunicazione di massa può essere usata anche a fini propagandistici, in-fatti molti credono che le notizie false sarebbero state responsabili della sconfitta di Hilary Clinton nella corsa alla Casa Bianca, frutto di una velenosa strategia di disin-formazione che ha favorito tra le altre, la diffusione della notizia, falsa, che la ex first lady gestiva un giro di pedofilia.
Il tema è centrale anche in Italia in vista delle prossime elezioni. Il 70% degli italiani si informa attraverso internet e il 34% da Facebook e Twitter (cd. social network). At-traverso la diffusione delle notizie false è possibile manipolare l’opinione pubblica e orientare le decisioni di governo; infatti, Facebook è al centro di una delle più grandi bufere mediatiche della sua storia: Cambridge Analytica, società di consulenza britan-nica, avrebbe utilizzato in maniera illecita i dati di oltre 5 milioni di elettori americani, profilandone psicologia e comportamento in base al monitoraggio delle loro attività sul sito. Il sospetto è che Cambridge Analytica abbai influenzato le intenzioni di mi-lioni di persone grazie all’uso sapiente di dati personali acquisiti illecitamente, all’insaputa degli elettori stessi. È da dire, però, che Facebook garantisce la privacy ai suoi iscritti; infatti, l’utente può scegliere varie procedure a chi fare vedere i propri post e le informazioni sensibili. Purtroppo, ci sono anche informazioni, come l’immagine del profilo e il nome dell’utente, che sono visibili a tutti; dallo scandalo ci-tato si evince che la garanzia che offre Facebook sulla privacy non è sufficiente, infat-ti è necessario una normativa europea. Ci auguriamo che l’Unione Europea interven-ga per disciplinare questa scottante materia. Se fino ad oggi, di fronte ad un ostacolo sgradito politici e portavoce si sono limitati a chiedere una rettifica contro le notizie false, non ci sono argini e la presa di coscienza odierna appare tardiva. Una figura po-litica, oggetto di notizie false, è Laura Boldrini che definisce le notizie false come “gocce di veleno che corrodono la democrazia”. Gli effetti delle notizie false possono essere tanti, come attribuire una cattiva visibilità ad una persona famosa, causando problemi psicologici, compromettere i propri interessi fino, in alcuni casi, al suicidio. Inoltre, potrebbe esserci in gioco anche un’attività imprenditoriale che, a causa delle notizie false, potrebbe subire danni economici fino al fallimento.
È importante approvare un testo di legge sulle notizie false; al giorno d’oggi l’informazione è spesso minacciata e quindi occorre punire i colpevoli della disinfor-mazione. I cittadini devono essere rispettati, non presi in giro e allo stesso tempo de-vono collaborare per verificare l’autenticità delle notizie.
I dati da noi posseduti aggravano l’urgenza di approvare una legge che disciplini in maniera dettagliata e più che comprensibile il fenomeno mediatico delle notizie false. Un’iniziativa intrapresa dal Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Laura Boldrini, che coinvolge ottomila studenti di varie scuole, prevede il riconoscimento delle notizie false e come contrastare l’ondata d’odio alimentata dalle suddette. La de-putata ha istituito una compagna di sensibilizzazione contro tale fenomeno denomina-ta “#bastabufale”, la cui finalità ultima è di trasformare gli studenti in veri e propri “cacciatori” di notizie false.
Pertanto richiediamo ancora una volta l’approvazione di una legge che stronchi ogni tentativo di divulgazione di informazioni allarmanti e inveritiere.
In ambito comunitario ogni persona deve avere il diritto all’oblio; in particolare, l’interessato deve avere il diritto di chiedere che tali dati siano cancellati e non più sot-toposti a trattamenti, che non siano necessari per le quali sono stati raccolti. Per raf-forzare il diritto all’oblio nell’ambiente online, è opportuno che tale diritto di cancel-lazione sia esteso in modo da obbligare il titolare che ha pubblicato i dati a informare i rappresentanti che li stanno trattando, affinché cancellino tutti i link verso tali dati per-sonali o una riduzione. Per garantire ciò, è opportuno che il titolare prenda misure ra-gionevoli, tenendo conto delle tecnologie disponibili e dei mezzi a sua disposizione.
Il reato è inserito, per tutto quello che abbiamo detto, tra le norme che tutelano l’ordine pubblico. La tecnica utilizzata è quella della modifica al codice penale e dell’introduzione di nuove disposizioni. Il testo di legge contiene: finalità, individua-zione dei comportamenti scorretti, autorità preposte alla vigilanza e sanzioni. Si pre-vede inoltre l’introduzione nelle scuole di progetti per educare gli studenti ad un cor-retto utilizzo dei social media e a riconoscere e combattere le notizie false.

ART.1
(Finalità della legge)
1.    La presente legge è volta a ricercare, individuare e cancellare eventuali notizie false e aberranti (cd. fake news) dalla rete e dai servizi di informazione.
2.    La presente legge è, inoltre, preposta a tutelare chi è sottoposto alla lettura delle notizie false e può esserne influenzato negativamente e/o falsamente.
3.    La norma ha anche lo scopo di limitare e annullare gli effetti della creazione e diffusione di notizie false, che possano creare allarme tra la popolazione e in-fluenzare negativamente l’opinione pubblica.

ART.2
(Definizioni)
1. Ai sensi della presente legge si intende per:
a)    Collegamento ingannevole: la presenza di titoli, immagini e/o didascalie che ri-mandano ad un contenuto diverso;
b)    Contenuto ingannatore: il contenuto diffuso come proveniente da fonti real-mente esistenti;
c)    Contenuto falso al 100%: il contenuto completamente falso, costruito con l’intento di trarre in inganno;
d)    Contenuto manipolato: informazioni reali e/o immagini utilizzate per trarre in inganno;
e)    Manipolazione della satira: contenuto satirico utilizzato per trarre in inganno;
f)    Contenuto fuorviante: uso ingannevole dell’informazione per descrivere un problema e/o una persona;
g)    Contesto ingannevole: informazioni false che accompagnano il contenuto reale;
h)    Algoritmo: una sequenza ordinata e finita di passi (operazioni o istruzioni) ele-mentari che conduce a un ben determinato risultato in un tempo finito;
i)    Diritto all’oblio: è la cancellazione parziale o totale dai siti internet e il blocco della ripubblicazione di dati pregiudizievoli dell’onore di una persona;
j)    Alfabetizzazione digitale: capacità di utilizzo dei nuovi media, che dà la possibi-lità di partecipare in modo attivo ad una società sempre più digitalizzata.

ART.3
(Modifiche al codice penale)
Dopo l’articolo 656 del codice penale è inserito il seguente:
“Art. 656 bis Pubblicazione e diffusione di notizie false:
1.    Chiunque pubblica e/o diffonde attraverso i mezzi di comunicazione di massa notizie false con: collegamento ingannevole, contenuto ingannatore, contenuto falso al 100%, contenuto manipolato, manipolazione della satira, contenuto fuorviante e contesto ingannevole, è punito con l’ammenda fino a €4.000;
2.    Se tutti i comportamenti elencati nel comma 1 comportano la diffamazione di persone e/o aziende, oltre all’ammenda è previsto il risarcimento del danno da stabilirsi di caso in caso.”

ART. 4
(Obblighi dei gestori dei siti internet)
I gestori dei siti internet, per prevenire la pubblicazione di notizie false (cd. fake news), devono fornire tutti i social network di algoritmi capaci di individuare ed eli-minare, anche automaticamente, dal mondo della “rete”.

ART. 5
(Misure per tutelare i soggetti che hanno subito offese)
Ai sensi della presente legge, il soggetto leso può chiedere l’eliminazione, dai siti in-ternet e dai motori di ricerca, dei contenuti diffamatori. Il soggetto, in caso di rifiuto, può chiedere al giudice di ordinare la rimozione forzata, dai siti internet, delle imma-gini e dei dati per evitarne l’ulteriore diffusione.

ART. 6
(Autorità competente alla vigilanza)
L’organo competente alla sorveglianza delle notizie pubblicate è la polizia postale, che periodicamente effettuerà tutti i controlli per evitare la diffusione di notizie false.

ART. 7
(Alfabetizzazione digitale)
1.    Ai sensi della presente legge, è identificato il Ministero dell’Istruzione, Univer-sità e della Ricerca, come soggetto competente per la realizzazione e disposizio-ne di strumenti formativi in ambito scolastico e universitario per lo sviluppo di programmi di alfabetizzazione digitale.
2.    Gli strumenti di cui al comma 1 sono disposti dalle Autorità competenti e indi-rizzati agli Istituti scolastici di qualunque grado e ordine.
3.    Gli Istituti di cui al comma 2 modificano gli strumenti ministeriali adattandoli alle esigenze degli studenti al fine di integrarli nel piano di offerta formativa.
4.    Le procedure di adattamento dei programmi sono stabilite con successivo rego-lamento.

ART. 8
(Diritto all’oblio)
1.    Ogni soggetto giuridico ha il diritto di richiedere la cancellazione parziale o to-tale dai siti internet e il blocco della ripubblicazione di dati pregiudizievoli dell’onore di una persona (cd. diritto all’oblio).
2.    In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 1, il soggetto interessa-to si può rivolgere all’autorità competente alla vigilanza, individuata nell’articolo 6 della presente legge.

ART. 9
(Copertura finanziaria)
1.    La presente legge non comporta maggiori oneri a carico dello Stato.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Gazzetta Uf-ficiale della repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge dello Stato.