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Disposizioni per il controllo della frequenza scolastica, il monitoraggio relativo e per interventi di prevenzione e recupero della dispersione scolastica


Onorevoli Senatori! - Il disegno di legge qui presentato intende contrastare in maniera efficace l'evasione scolastica degli alunni che negli ultimi tempi ha subito una evoluzione: non più mancati ingressi nel sistema scolastico né abbandoni nel corso della scuola primaria o mancate iscrizioni nel passaggio dalla scuola elementare alla scuola media ma aumento delle frequenze irregolari o molto irregolari, persistenza di alti tassi di ripetenza e di ritardo nel corso della scuola media e biennio della scuola secondaria di secondo grado e quindi elusione dell'obbligo in forme meno evidenti.
Il nostro disegno di legge ha l'obiettivo di: potenziare la presenza di figure tutor per i ragazzi/e a maggior rischio di dispersione scolastica; attivare percorsi di formazione in alternanza scuola-lavoro per allievi/e “drop-out” di età compresa tra i 16 e i 18 anni finalizzati all’inserimento lavorativo o al raggiungimento del successo formativo; l’apertura di centri diurni che coinvolga tutti gli attori interessati nell’educazione dei giovani (scuola, famiglia, enti educativi extrascolastici).
L'abbandono precoce della scuola che si registra nel periodo dell'obbligo scolastico, in particolare nell'arco che va dagli 11 anni ai 16 anni e che investe il primo biennio della secondaria superiore è uno dei nodi non risolti della politica scolastica. L'obiettivo dovrebbe essere quello di “rimuovere gli ostacoli” che limitano di fatto l'uguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona (articolo 3 della Costituzione). La manifestazione della dispersione avviene sì nel mondo scuola, ma le sue origini sono da ricercarsi nei contesti sociale e familiare di provenienza del ragazzo/a. È quindi triplice la dimensione che deve essere affrontata: la povertà dei saperi, la povertà educativa e la povertà socio-economica. La dispersione scolastica è un concetto che richiama questioni relative alle pari opportunità. Quando l’obbligo scolastico e il correlativo diritto allo studio non vengono garantiti, si parla di dispersione scolastica, da intendersi, non solo e non necessariamente quale assenza del bambino/ragazzo/a dall’ambito scolastico, ma anche quale inadeguatezza dell'offerta didattica e degli interventi di sostegno. L’estendersi del fenomeno fuori dei confini sociali tradizionali, l’insorgere di nuove forme di disagio psichico dei giovani, le trasformazioni dei quadri culturali di riferimento portano a definire la dispersione scolastica come una forma di dissipazione psichica delle energie vitali dei giovani che comporta un ritiro sociale più o meno esteso e che si manifesta da un lato come ritiro dalla scuola e rifiuto delle regole di convivenza e dall’altro come indifferenza e disimpegno rispetto al proprio progetto di vita. Si tratta quindi di un fenomeno complesso che coinvolge insieme le relazioni familiari e sociali, i ’miti’ che contribuiscono a definire la coesione sociale, le istituzioni e le figure professionali preposte alla cura e allo sviluppo dei giovani. Promuovere una legge organica che definisca e tuteli il diritto all’istruzione, come diritto effettivamente esigibile a partire dall’obbligo scolastico sancito dalla Costituzione e dalle leggi sarebbe auspicabile, visto che, ad oggi, manca nel nostro ordinamento la definizione del diritto allo studio. È necessario investire su figure professionali specializzate quali psicologi, “work coach”, tutor esperienziali ed un investimento finanziario che attinga anche dai fondi europei per l'attuazione.

art.1
(Finalità)
1. La presente legge mira alla prevenzione e recupero della dispersione scolastica proponendo una serie di nuovi strumenti e procedure di lavoro da attuare nell'intero territorio nazionale. La prevenzione e il recupero della dispersione scolastica contribuisce alla garanzia e alla promozione delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali.

art. 2
(Diritto allo studio)
1. Lo stato riconosce a tutti gli individui il diritto allo studio inteso come diritto di ciascun soggetto al raggiungimento di conoscenze, abilità e competenze atte a garantire lo sviluppo e la libertà di ciascuno.

art. 3
(Dispersione scolastica)
1. Ai fini della presente legge si intende per dispersione scolastica la situazione in cui versa il ragazzo o la ragazza di disagio socio-ambientale o di difficoltà di apprendimento che si manifesta da un lato come ritiro dalla scuola e rifiuto delle regole di convivenza e dall'altro come indifferenza e disimpegno rispetto al proprio progetto di vita.

art. 4
(Ambito di applicazione)
1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano alle scuole di ogni ordine e grado pubbliche esistenti sul territorio nazionale al fine di promuovere e garantire il diritto allo studio, all'educazione, all'istruzione e alla formazione sin dalla scuola secondaria di primo grado e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica.
2. I dirigenti scolastici delle scuole a rischio stipulano apposite convenzioni con cui è definito il programma delle funzioni e delle attività di cui agli articoli 5 e 6.

art. 5
(Formazione ed orientamento: tutoraggio e counseling)
1. In ciascun distretto scolastico vengono annualmente individuate le scuole di ogni ordine e grado attraverso il monitoraggio delle assenze che ciascuna scuola esistente sul territorio nazionale farà mensilmente segnalando tempestivamente all'ufficio scolastico provinciale.
2. Nelle scuole ad alto rischio di dispersione scolastica vengono tenuti annualmente corsi di formazione per il personale docente e dirigenziale al fine di acquisire le competenze necessarie a riconoscere ed affrontare precocemente i segnali della dispersione scolastica e la conseguente capacità di applicare e preparare le strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate per integrare il sapere scolastico con quello da sviluppare nei progetti finalizzati al recupero, integrazione e valorizzazione delle risorse.
3. Nell'ambito dei programmi di contrasto alla dispersione scolastica nelle scuole a rischio verrà istituito il servizio di tutoraggio e counseling: il servizio di tutoraggio e counseling è composto da un team formato da docenti, psicologi, work coach, associazioni del terzo settore.
4. Le funzioni del servizio di tutoraggio e counseling scolastico garantiscono:
a) rilevazione dei bisogni specifici del fenomeno della dispersione e individuazione e
consulenza a gruppi di insegnanti, genitori ed alunni e counseling agli alunni attraverso interventi di orientamento scolastico e professionale e motivazionale volto a creare un clima collaborativo all'interno della scuola e fra la scuola e la famiglia;
b) progettazione degli interventi consistenti in attività di teatro, attività manuali, sportivo e ludico-ricreative. Tali attività saranno inserite sia in ambito curriculare che in ambito extrascolastico e dovranno essere prese in considerazione dai docenti per la valutazione finale dei ragazzi/e a maggior rischio drop out;
c) istituzione di uno “sportello amico” attivo ogni giorno all'interno della scuola formato dalle figure dello psicologo e del docente che avranno accesso a tutte le informazioni in possesso della scuola relative all'alunno al fine di individuare e rilevare i bisogni formativi impliciti ed espliciti e gli interessi degli allievi e il contesto sociale, culturale in cui si opera;
d) introduzione di strumenti finalizzati al sostegno alla genitorialità al fine sviluppare una consapevolezza nei genitori della necessità di consentire ai loro figli il raggiungimento di un sufficiente grado di istruzione. Tali interventi possono essere attuati all'interno della scuola o presso centri diurni extrascolastici individuati annualmente dalla istituzione scolastica;
e) previsione di un tutoraggio individualizzato, individuazione di un tutor che segua l'alunno nel l'approccio metodologico allo studio, nella motivazione e raggiungimento degli obiettivi finali attraverso il coinvolgimento di genitori, che possa fare da mediatore tra i diversi protagonisti necessari alla formazione dell'alunno, con interventi preventivi di supporto e orientamento al minore e al contesto familiare. In tal modo il tutor favorisce i minori a rischio abbandono scolastico attraverso il completamento dell'obbligo scolastico.

art.6
(Iniziative sperimentali scuola/formazione)
1. Nell'ambito delle iniziative atte a contrastare l'evasione scolastica vengono previsti nelle scuole ad elevata dispersione scolastica percorsi di scuola di seconda opportunità in collaborazione con la scuola secondaria di primo grado in forma personalizzata a garantire il successo formativo: interventi rivolti a ragazzi la cui situazione familiare e personale impedisce il regolare percorso scolastico e quindi il successo formativo.
2. Rimodulazione delle ore scolastiche: una parte delle ore in classe e una parte delle altre da svolgersi all'esterno o comunque all'interno di un progetto educativo - formativo personalizzato, elaborato dall'equipe di tutoraggio presente nella scuola.
3. Previsione per i ragazzi/e di età compresa tra i 16 e 18 anni nei quali l'iter normale di istruzione è fallito o è risultato inefficace di costruzione di un iter formativo che faccia reinserire l'alunno in un normale iter formativo di istruzione o il raggiungimento di una qualifica attraverso un progetto personalizzato o preparazione all'inserimento lavorativo. Le ore di stage formativo devono essere svolte presso aziende, soprattutto per garantire l'incontro tra i ragazzi drop out, ragazzi delusi, demotivati e favorire l'incontro con uomini appassionati del loro lavoro.

art.7
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri relativi alle convenzioni di cui all'articolo 4, comma 1, determinati in euro 100 milioni si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2020, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale “Fondo speciale” dello Stato e di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017 e parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
2. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca è autorizzato ad assegnare con propri decreti gli stanziamenti relativi all'articolo 4, comma 1, i quali costituiscono il limite massimo per la stipula delle convenzioni ivi richiamate.

art.8
(Disposizioni finali)
1. Dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, oltre a quelli previsti all’art.7.