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Disposizione per la riduzione dello spreco alimentare nelle mense degli Istituti scolastici pubblici e privati: dall’alternanza scuola – lavoro oggi a cittadini consapevoli domani


Onorevoli senatori! - Questo disegno di legge ha il principale obiettivo di ridurre lo spreco alimentare nelle mense degli Istituti scolastici pubblici e privati di ogni ordine e grado incluse le Università.
Grazie agli studi della FAO sappiamo che nel mondo circa 1.3 miliardi di tonnellate di cibo vanno perdute o sprecate; la dispersione avviene sia durante i processi di lavorazione dell’alimento che nella fase di consumo, quando i venditori e/o gli acquirenti gettano il cibo nella spazzatura anche se questo è in perfette condizioni (magari a causa della scadenza troppo ravvicinata che limita la vendibilità e l’acquistabilità del prodotto).
Lo scopo di questo disegno di legge è formulare una proposta che disciplini in modo omogeneo, su tutto il territorio nazionale, le modalità di spartizione del cibo integro e non distribuito nelle mense scolastiche.
Negli ultimi anni, infatti, solo i singoli Comuni e le singole Regioni si sono attivati per affrontare tale problema.
Questo progetto ha la finalità di rendere gli studenti attori consapevoli dell’importanza del loro impegno scolastico – formativo sia nei confronti delle persone indigenti che nei confronti della società. Tale impegno si inserisce, per gli studenti delle scuole superiori, nel percorso dell’alternanza scuola-lavoro previsto per tutti gli allievi del triennio.
Per combattere lo spreco alimentare gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado devono:
- Creare, facoltativamente, un punto di raccolta all’interno dei singoli Istituti;
- Collaborare con le Associazioni di volontariato già presenti sul territorio, per gli Istituti che non intendono avere un proprio punto di raccolta;
- Creare percorsi di alternanza scuola-lavoro inerenti al progetto per gli studenti del triennio delle Scuole Superiori;
- Coinvolgere in progetti di inclusività di alternanza scuola-lavoro gli studenti BES.
La concretezza e l’applicabilità della legge sono già state dimostrate in alcune realtà presenti sul territorio nazionale: per esempio, le giunte comunali di Reggio Emilia e Firenze hanno deciso di raccogliere gli alimenti non consumati dalle varie mense per donarle a famiglie e persone in difficoltà.
In Italia ogni anno vengono sprecate tra i 10 e i 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, pari a un valore di 37 miliardi di euro l’anno: tutti questi soldi potrebbero sfamare ben 44 milioni di persone.

Art. 1
 (Descrizione)
1. La presente legge ha il principale obiettivo di ridurre lo spreco alimentare nelle mense degli Istituti scolastici pubblici e privati di ogni ordine e grado incluse le Università, disciplinando in modo omogeneo le modalità di spartizione del cibo integro e non distribuito nelle mense scolastiche.
2. La stessa si inserisce nei percorsi di alternanza scuola – lavoro per i ragazzi del triennio che hanno l’obbligo formativo di raggiungere il monte ore stabilito dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca.
Inoltre, saranno previsti progetti di inclusività per i ragazzi BES, nell’intento di promuovere l’evoluzione psico – cognitiva degli alunni in situazioni individuali sfavorevoli.

Art. 2
(Finalità e obiettivi)
1.La presente legge ha la finalità di rendere gli studenti attori consapevoli in grado di porre l’accento sull’importanza del non sprecare beni di prima necessità ed in particolare il cibo.
Nello specifico sono definibili le seguenti finalità:
a)    rispondere, anche se in maniera parziale, alle crescenti difficoltà di natura economica in cui versano sempre più soggetti;
b)    rafforzare il legame col territorio, attraverso la collaborazione con le Associazioni di volontariato ivi presenti;
c)    creare una nuova rete per assolvere gli obblighi dell’alternanza scuola – lavoro;
d)    aumentare i progetti di inclusione scolastica per i soggetti BES.
2. Obiettivo primario della presente legge è destinare il cibo in surplus alle persone in difficoltà.


Art. 3
(Soggetti coinvolti)

soggetti interessati sono sia interni sia esterni all’Istituto scolastico.
I soggetti interni sono:
a)    gli studenti delle scuole coinvolte, in particolar modo, nell’ambito del percorso di alternanza scuola – lavoro, gli studenti del triennio di cui all’articolo 1 comma 2;
b)    i docenti di laboratorio in servizio presso l’istituzione scolastica interessata. Il loro compito principale è quello di promuovere e coordinare l’attività degli studenti nelle varie fasi del percorso;
c)    i docenti interni all’Istituto, che volontariamente decidono di rendersi disponibili a partecipare al progetto.
I soggetti esterni all’Istituzione scolastica sono le Associazioni di volontariato presenti sul territorio.

Art. 4  
(Collaborazioni)

Ciascun Istituto scolastico che intenda aderire al presente progetto avrà cura di stipulare convenzioni e collaborazioni con le varie Associazioni del territorio che, a diverso titolo, possono concorrere positivamente alla riuscita del progetto stesso.

Art. 5
(Modalità di svolgimento)

Al fine di permettere una migliore fruizione del servizio saranno studiate particolari regole che comunque lasceranno autonomia alle singole istituzioni scolastiche.
Nel caso della tipologia 1), di cui all’art. 6 comma 1, dovranno essere indicati:
-    luogo ed orario di distribuzione;
-    giorni in cui è attivo il servizio;
-    soggetti addetti alla ricezione;
-    soggetti addetti alla distribuzione
Per quanto riguarda, invece, la tipologia 2), di cui all’art. 6 comma 1, dovranno essere indicati:
-    orario di raccolta del cibo;
-    giorni in cui è attivo il servizio;
-    soggetti preposti alla consegna;
-    registro delle Associazioni aderenti all’iniziativa.

Art. 6
(Metodo di distribuzione)

Le scuole che intendono partecipare alla distribuzione del cibo possono agire secondo due diverse modalità:
1)    essere punto di raccolta e di distribuzione, tenendo conto della legislazione igienico – sanitaria, vigente in materia;
2)    essere solo un punto di porzionamento per poi far prelevare il cibo direttamente presso le Associazioni di volontariato presenti sul territorio

Art. 7
(Registro)

Verrà debitamente documentata l’attività svolta tramite la compilazione di due diversi registri: uno in cui compaiono le Associazioni di volontariato interessate al progetto e l’altro in cui sarà indicata l’anagrafica dei soggetti che vorranno usufruire del servizio.

Art. 8
 (Modalità di valutazione)

La ricaduta del progetto sarà valutata periodicamente per misurare i risultati ottenuti sia nel breve che nel lungo periodo attraverso la redazione di griglie per la customer satisfaction.

Art. 9
 (Stima annuale dei risultati raggiunti)

Al termine di ogni anno scolastico, insieme alle Associazioni coinvolte, ogni Istituto interessato rendiconterà, sulle quantità di cibo integro e non distribuito, direttamente all’Ufficio Scolastico Regionale.

Art. 10
(Entrata in vigore)

La legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.