Dichiarazione universale dei diritti umani: l'IC "Ines Giagheddu" - scuola di Luras - di Calangianus (SS) testimonia l'articolo 2


Articolo 2
1.  Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2.  Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

16 gennaio 2017 Alcune riflessioni scelte dopo aver visto il documentario su Malala (diritti delle donne)
Ecco alcune riflessioni che sono state scelte dopo aver visto in classe il documentario su Malala e averne dibattuto con i ragazzi. E' stato realizzato anche un cartellone delle frasi più celebri della ragazza pakistana, con l'aiuto della classe 2A.

Riflessioni:

Rosa Demuru: L’altro giorno in classe, abbiamo visto il documentario di Malala. Malala Yousafzai è una ragazza pakistana che ha rischiato la vita per aver rivendicato il diritto all’educazione anche per le donne. Nel 2012, ha subito un attentato: i talebani le hanno sparato alla testa. Fortunatamente, è riuscita a salvarsi e nel 2014, a soli diciassette anni, ha ottenuto il premio Nobel per la Pace. Quello che mi ha colpito maggiormente è stato il suo coraggio. Questa ragazza si è imposta contro i talebani sapendo che, chiunque l’avesse fatto, sarebbe andato incontro alla morte. Nessuno avrebbe avuto lo stesso coraggio che ha avuto Malala nel dire quelle cose. Non ha avuto neanche paura di morire. Lei voleva l’istruzione delle donne perchè anche loro (anche noi) hanno (abbiamo) il diritto di imparare a scrivere e a leggere e a studiare. Nel discorso alle Nazioni Unite disse: “Un libro, una penna e un insegnante possono cambiare il mondo’’. Ed è proprio così. Nel mondo, per andare avanti con la vita, abbiamo bisogno di un’istruzione e nessuno deve impedircela perché è un nostro diritto, e i diritti vanno rispettati e garantiti.Aurora Careddu: Il film che abbiamo visto in classe, che si intitola "Io sono Malala" parla di una ragazza che viveva in uno stato estremista comandato dai talebani. Lei nel film e nel suo libro ha raccontato la sua storia e io ne farò un breve riassunto. Malala viveva in una città dove a capo c’erano i talebani cioè un esercito estremista. In quella città si viveva male perché c’era poca istruzione; e, poi, se ti azzardavi a dire qualcosa di brutto sui talebani loro venivano e ti uccidevano. Malala era stata gravemente ferita da uno di loro perché si batteva per l’ istruzione delle ragazze e dei ragazzi. Questo avvenne un giorno, mentre era seduta sullo autobus per andare a scuola; il bus venne fermato da un talebano che gridando chiese chi fosse Malala e le spararono alla testa. Malala, nonostante tutto, dopo mesi e mesi dì convalescenza, riuscì a tornare quella che era sempre stata, tranne che non sentiva più da un orecchio e non aveva il sorriso perfettamente “dritto”. Ma questo non le importava e continuò a battersi per l’istruzione e vinse lei, facendo anche un bellissimo discorso all’Onu, vincendo il premio Nobel per la pace.

Gabriele Menconi: Nel discorso all’Onu, Malala afferma che è stata sparata da un talebano in Pakistan ed è stata ferita alla testa. Però, ha detto che avendo un’arma in mano non avrebbe punito il suo aggressore perché lei si ispira a persone pacifiste del mondo come Nelson Mandela, Martin Luther King, Gandhi e Madre Teresa di Calcutta. Ha, pure, ribadito che i talebani hanno paura delle voci femminili e dell'istruzione; infatti, in Pakistan, sono state uccise 14 studentesse e venivano uccise tante maestre. Ricorda, anche, che in India sono sfruttati i bambini per il lavoro e le bambine si sposano da giovani. In Pakistan e Afghanistan le guerre e i conflitti stanno distruggendo paesi e famiglie intere e vengono rase al suolo le città. Le persone sono stufe e vogliono interventi decisi e subito. Ha finito col dire che un talebano può essere ucciso con l’istruzione ed è della mancanza d’istruzione che nascono le guerre.

Elena Cossu: Dopo aver ascoltato il discorso di Malala, non mi sono meravigliata del fatto che avesse vinto il premio Nobel. Concordo con lei per aver detto e ridetto che,ogni bambino, comprese le femmine, deve avere un'istruzione. Penso che Malala sia una ragazza-punto di riferimento per molti/e, soprattutto, per coraggio che ha avuto, esprimendo la propria opinione sulla condizione femminile nella religiose islamica. 


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