Dichiarazione universale dei diritti umani: l'IC "Ines Giagheddu" - scuola di Luras - di Calangianus (SS) testimonia l'articolo 2


Articolo 2
1.  Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2.  Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

17 febbraio 2017 Incontro-intervista con la responsabile del Sasol point e Cif
Gli studenti hanno incontrato, la settimana scorsa, la professoressa Maria Luisa Sari, ex insegnante impegnata nel volontariato (è presidente del Centro Italiano Femminile comunale) e referente del SA.SOL. Point  (Sardegna Solidale di Tempio Pausania, uno sportello d’ascolto e di servizio per il territorio della Gallura). È stata invitata per parlare dell’uguaglianza di genere e della violenza sulle donne. Gli alunni l’hanno intervistata, tessendo con lei un dialogo costruttivo.
Attraverso l'incontro c'è stato modo di presentare il progetto alla referente territoriale delle associazioni che lo ha portato all'attenzione delle altre associazioni di volontariato che operano nel nostro territorio.

Di seguito le domande poste dagli alunni e le relative risposte:
  • Ci parla della sua esperienza nel mondo del volontariato?
    • L’essere volontario significa, innanzitutto, fare qualcosa in modo completamente gratuito per sostenere e aiutare qualcuno, in vista del bene comune. Io faccio parte di diverse associazioni di volontariato: una di queste, il CIF, è nato nel dopoguerra per spingere le donne ad uscire dalle loro case per contribuire alla costruzione di un mondo migliore.
  • Come le è venuta l’ispirazione di dedicarsi a questo tipo di attività? Cosa la spinge?
    • Mi spinge il desiderio di rendermi utile e mi ripaga ciò che ricevo dagli altri. È un momento speciale quando si riesce ad aiutare qualcuno ad aprirsi e in generale a ottenere quello di cui ha bisogno in quel momento.
  • Secondo lei cosa significa uguaglianza?
    • Significa soprattutto rispetto e valorizzazione delle differenze. Ognuno di noi infatti è unico e irripetibile: essere uguali significa avere le stesse opportunità, ma senza appiattimenti.
  • Che età bisogna avere per far parte di un’associazione di volontariato?
    • È necessario avere 18 anni per farne parte effettiva, ma è possibile collaborare con tante associazioni, anche se minorenni, con l’autorizzazione dei genitori.
  • Ha mai incontrato una persona vittima di maltrattamenti?
    • Sì, mi è capitato quando ho collaborato ad un telefono rosa.
  • Come ha fatto ad aiutarla?
    • Innanzitutto siamo stati preparati con un corso di 100 ore, perché in questo tipo di volontariato non si può improvvisare. Per prima cosa bisogna aiutare la donna a trovare il coraggio di denunciare, rivolgendosi ai centri antiviolenza tramite il numero 1522 o alla stazione di polizia, dove ci sono persone che si sono specializzate in questo settore. Poi si deve aiutare la vittima a non colpevolizzarsi, soprattutto se ci sono figli, e a superare la paura, portandola in modo anonimo in un luogo protetto.
  • Lei è mai stata vittima di questo?
    • No, grazie a Dio non ho subito questo su di me.
  • Secondo lei cosa porta un uomo o una donna a fare certi atti di violenza?
    • Credo che sia l’incapacità di accettare un rifiuto. Esistono dei no che fanno crescere e spesso questi sono quelli che ci dicono i genitori o gli educatori in generale. Se questi mancano, se non si impara ad accettare la sconfitta, se si pensa di avere sempre ragione, questo può essere il risultato.
  • Ci può fare qualche esempio di maltrattamento psicologico?
    • Mi ricordo di una donna, il cui compagno la faceva sentire una nullità, la sminuiva, le impediva di sentirsi bella e mi raccontò che, anche quando faceva delle semplici cose, le dava dell’incapace. Ecco sono dei piccoli esempi di come, le continue prepotenze, il sostenere l’incapacità di qualcuno possano trasformare la quotidianità in un maltrattamento psicologico che spesso si conclude con un maltrattamento fisico.
  • È vero che qui vicino, a Tempio, si è verificato da poco un episodio in cui un uomo anziano ha sparato a sua moglie?
    • Sì, è vero. Purtroppo è successo anche vicino a noi.
  • Secondo lei perché in Italia questi episodi accadono più frequentemente?
  • È vero dire che in Italia questi episodi sono frequenti, ma è sbagliato pensare che nel resto dell’Europa e del mondo non sia altrettanto diffusi. Credo che qui da noi siano agevolati dallo stereotipo di un modello femminile legato ad un ambito domestico.
  • Cosa si può fare per prevenire queste situazioni?
    • Innanzitutto è importante che siano state fatte delle leggi su questo argomento, come quella che identifica il femminicidio come un reato specifico. Credo che sia fondamentale, comunque, l’educazione familiare e la sensibilizzazione nelle scuole. Infine è fondamentale che le donne imparino a individuare subito i primi segnali di un comportamento sbagliato: non bisogna aspettare pensando che siano episodi isolati e che il proprio compagno cambierà, perché chi compie simili gesti una volta può compierli di nuovo e spesso ancora più gravi.

(ci sono 2 commenti)

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Il nostro progetto mi piace molto perchè parliamo dei Diritti Umani. Durante l'incontro con la professoressa Sari abbiamo ascoltato delle testimonianze di donne vittime di violenza. La cosa che mi ha colpito di più è stato il fatto che, anche gli uomini che maltrattano le donne, si rivolgono al Cif per chiedere aiuto: hanno capito di aver sbagliato e vogliono essere aiutati a non rifarlo più.

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E'stato molto bello l'incontro con la professoressa Maria Luisa Sari perchè ha fatto un bellissimo discorso sui diritti delle donne in tutto il mondo e ci ha parlato di alcune esperienze in cui lei ha aiutato diverse donne a parlare degli atti brutali di violenza subiti. Secondo me, nel mondo, ci deve essere più rispetto per le persone, perchè siamo tutti esseri umani.

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