PROGETTO VINCITORE - Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Duilio Cambellotti di Rocca Priora (RM) testimonia l'articolo 15


Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

29 gennaio 2018 27gennaio:giornata della memoria a 80 anni dalle leggi razziali(italiani di ieri privati dei diritti civili e politici)
dal Memoriale della Shoah 
“L’INDIFFERENZA”
L’indifferenza è il veleno che uccide la solidarietà e cancella la memoria.

Vittorio Foa nella prefazione all’opera di Primo Levi:
”Nel momento in cui,nella politica e nella società,si iniziasse a pensare al diverso da se’ come ad un nemico da abbattere,allora si porrebbero le premesse di una catena inesorabile,al cui termine c’e Il lager.

In occasione della giornata della memoria,presso l’Auditorium della banca del credito cooperativo del Tuscolo di Rocca Priora,gli alunni dell’istItuto ricordano la SHOAH con una performance collettiva “ la luce della libertà “.
Per mantenere viva la memoria sugli orrori della storia contemporanea ed evitare che tali crudeltà possano ripetersi in futuro,con riflessioni,testi recitati,brani musicali,video e filmati.

(ci sono 14 commenti)

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27 gennaio: Il significato di questa Giornata come ricordava la Preside a tutti i ragazzi riuniti presso l’Auditorium , è stato proprio quello di comprendere come passato e presente siano fortemente interconnessi e interdipendenti e faceva riflettere come quotidianamente dobbiamo confrontarci con i temi della diversità, dell’accoglienza, della solidarietà e più in generale della comprensione.... Ha stimolato i ragazzi a guardare al futuro passando per il presente sviluppando quello spirito critico che è alla base della capacità di comprendere. Riprendendo un testo del cantautore Pierangelo Bertoli li ha invitati a guardare il mondo “ con un piede nel passato ma gli occhi dritti e aperti sul futuro “, un futuro che per tutti noi è già presente visto la complessità storica che viviamo. Infine è bello ricordare il suo augurio per un futuro ricco di parole quali solidarietà e fratellanza, nella consapevolezza che l’ incontro è sempre ricchezza.

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L’esibizione della IIIe in occasione della Giornata della Memoria ha rappresentato nell’economia del spettacolo totale organizzato dalla scuola un momento di riflessione sul male generato da quel tragico momento storico, visto a posteriori dalla filosofa H. Arendt. Avendo assistito ai processi dei gerarchi nazisti accusati di genocidio ha potuto teorizzare la banalità e la mediocrità di un male assoluto. Gli uomini sono spesso strumenti inconsapevoli del male che compiono in modo automatico in nome di ideologie che reputano spesso al di sopra di loro, conservando la loro mediocrità di piccoli essere umani. Questo non vuole giustificarli ma aiutare a comprendere che ciò che è sbagliato è la mitizzazione di questi personaggi: pur se semplici esecutori di ordini sono stati strumento di un male inconcepibile. Il mio apporto è stato per lo più nell’allestimento: scelta dei brani musicali in accordo col Prof. Forlini, lavoro sulle immagini insieme ai ragazzi e contributo nelle scelte coreografiche. Il semplice allestimento proposto doveva infatti lasciare il giusto spazio ai concetti, creando un sostrato multimediale che avrebbe contribuito a far passare il messaggio agli spettatori senza distrarli. Nella preparazione del lavoro ci siamo assicurati che ciascuno dei ragazzi della classe avesse un ruolo attivo e che fosse destinatario consapevole del messaggio comunicato. I brani musicali scelti sono stati la colonna sonora del film Schindler’s List composta da J. Williams e Gam Gam di E. Botbol. Ambedue sono state eseguite con flauto dolce e violino (suonato da un’alunna) con accompagnamento al pianoforte del docente di Musica.

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Oggi 29 gennaio abbiamo celebrato la giornata della memoria, come ogni anno, un giorno in cui si ricordano le atrocità subite dal popolo ebraico. Attraverso video, immagini, testimonianze, poesie e canzoni oggi abbiamo dato il nostro contributo su ciò che è accaduto, utile per capire, per non dimenticare ma soprattutto per evitare che ciò si ripeta. Non capisco minimamente da cosa possa nascere una idea di razza e di superiorità di qualcuno rispetto ad un altro. Ognuno dovrebbe essere libero di poter esprimere al meglio se stesso rispettando la libertà altrui e nessuno ha il diritto di togliere la libertà a qualcuno. Milioni di persone sono state punite e hanno sofferto e sono state eliminate per la sola colpa di essere nate, ma la cosa più grave è che questa idea del genocidio è partita da poche persone e un intero popolo lo ha trovato giusto! Un giorno per ricordare non può bastare, solo un modo sistematico di vivere e vedere il futuro nel "rispetto" di tutti gli esseri viventi e non viventi può a mio parere salvare l'uomo. Oggi non assistiamo a nessun fenomeno paragonabile all'olocausto ma in molti luoghi e in particolare nel nostro mare mediterraneo la storia si ripete! Direi che siamo molto lontani dall'idea di rispetto! È molto facile dire di non essere razzisti, di essere tolleranti e di accettare le diversità, temo siano solo parole.

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La nostra partecipazione alla Giornata della Memoria ha preso le mosse da una precedente riflessione sull'opera di Hanna Arendt, in particolare sul suo saggio "La banalità del male". Il focus concettuale su cui la filosofa sviluppa tutto l'impianto narrativo è semplice e geniale allo stesso tempo. Noi abbiamo l'insana abitudine di mitizzare i malvagi, presupponendo in loro chissà quale profondo genio, ma la Arendt ci dice che non è così: il male si alimenta di uomini mediocri, deboli e vuoti. La grandezza e l'eccezionalità sta nel male in sé, non negli uomini che ne sono strumenti. Si tratta di persone che hanno perso la loro condizione di "uomo" in quanto essere pensante e giudicante. Operano in ottemperanza a regole di cui non comprendono la reale atrocità. La lezione della Arendt ci mette quindi in guardia: il male è sempre in agguato e si propaga là dove l'individuo si eclissa in una massa facilmente manipolabile. Per questo motivo è necessario che ognuno di noi mantenga fermo il principio che la dignità di uomo risiede essenzialmente nel pensiero libero e scevro da ogni condizionamento demagogico. Il nostro allestimento è stato volutamente semplice, ma comunque efficace. Si è voluto dare assoluto risalto alla forza delle affermazioni della Arendt, con poche, ma significative variazioni di linguaggio scenico:la recitazione di passi ha costituito l'asse portante, mentre la proiezione di immagini e le performance musicali, efficaci nella loro essenzialità, hanno avuto la funzione di completare in chiave più emotiva la forza del messaggio

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27 gennaio: Giornata della Memoria Ci piace riportare alcuni passaggi del discorso introduttivo della Preside prof.ssa Laura Micocci così come li abbiamo annotati perché ci hanno colpito in modo particolare e ci hanno fatto riflettere. Riflettere per capire. >. Aurora e Margherita 3A

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Inserisco il commento di Daria Ilario 3E La giornata della memoria, come ogni anno, è stata affrontata con serietà ed impegno da parte di tutti. Ogni classe, compresa la nostra, ha presentato qualcosa. Purtroppo non avendo avuto molto tempo per organizzare qualcosa di più elaborato, abbiamo preferito un allestimento semplice ma su un argomento molto profondo, che a me è piaciuto molto. Le frasi che abbiamo letto infatti erano tratte da un'opera scritta dalla Arendt, nella quale si spiega la banalità del male. Dietro quella piccola esibizione abbiamo messo molto del nostro tempo e tanto impegno. La parte che ho preferito di più è stata suonare quei brani così toccanti che trattavano l'argomento, ma devo ammettere che anche il momento in cui abbiamo lanciato i bigliettini su cui erano scritte le nostre parti da recitare ha rappresentato qualcosa di molto più grande e significativo. Quei bigliettini stavano ad indicare le testimonianze di quel periodo, che anche se disperse, non verranno mai dimenticate perché, grazie anche alla giornata della memoria, ci sarà sempre qualcuno per raccontarle. Sono molto felice di aver affrontato questa giornata insieme ai miei amici suonando e leggendo alcune di queste testimonianze.

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Inserisco il commento di Marika Duca 3E Le parole della Arendt mi hanno fatto riflettere sul fatto che il male oggigiorno viene quasi lasciato correre come se fosse normale o perfino qualcosa di positivo, quando in realtà è tutto il contrario. L'allestimento scenico che abbiamo scelto così come le musiche sono stati la ciliegina sulla torta di questa esibizione, e hanno reso il tutto più significativo e toccante. Hanno aiutato affinché passasse il messaggio e a lasciare il segno in chi ha potuto assistere, o almeno in noi che ci abbiamo lavorato per presentarlo.

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Inserisco il commento di Cobzaru Sabrina 3E La giornata della memoria mi ha suscitato tante cose, oltre all’emozione nel recitare e nel suonare, tanta è stata la tristezza nel pensare a tutta la crudeltà che hanno subito gli ebrei, così come gli omosessuali, e altre minoranze. Io condivido molto il pensiero di H.Arent: "QUESTI UOMINI NON HANNO NIENTE DI SPECIALE, SONO UOMINI MEDIOCRI, MALVAGI, COME QUELLE PERSONE CHE NON FECERO NIENTE PER FERMARE LA TRAGEDIA". Se penso a queste parole, non trovo niente di sbagliato. I soldati, Hitler stesso, le spie, non hanno niente di speciale se non la malvagità nel cuore. Le musiche scelte sono state molto toccanti, tra tutte la colonna sonora del film Schindler’s List nella quale ho suonato il violino. L'allestimento scenico è stato semplice, forse poteva essere migliorato un po’, ma l’ho ritenuto comunque adatto alla drammaticità dell’argomento. Ciò che mi ha lasciato questa esperienza è che non bisogna mai protestare come ha fatto Martin Niemöller, con superficialità. Ecco le sue parole: " Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto più nessuno a protestare". Come negli anni passati, la giornata della memoria mi ha lasciato tanti insegnamenti e spunti di riflessione.

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Inserisco il commento di Elena Aloisi 3E Le parole della scrittrice Hannah Arendt sono state molto toccanti, è come se mi fossi immedesimata in quei tempi di tragedia. È difficile capire dall’interno se la nostra esibizione sia stata altrettanto toccante ma le persone che lo stavano vedendo sembravano attente e colpite. La mia parte è stata l’ultima, diciamo la più importante perché dava il commento finale. Ero molto agitata, ma alla fine non è stato così difficile, anche perché i ragazzi erano concentrati sulle immagini proiettate che rappresentavano i campi di concentramento. È stato molto bello far parte di questo spettacolo e spero che la nostra lettura di questo tragico evento rimarrà nei ricordi di quelli che erano presenti, personalmente lo ricorderò ogni anno nella giornata della memoria.

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il 06/03/2018
Barbara - Duilio cambellotti, Rocca priora
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27 gennaio Giornata della Memoria: siamo state fiere ed orgogliose di avere cantato le nostre canzoni da soliste. Abbiamo ricordato come in questo giorno 15 milioni di vittime dell'Olocausto sono stati rinchiusi e uccisi nei campi di sterminio nazisti prima e durante la Seconda Guerra mondiale. Ma abbiamo anche ricordato che ogni giorno esistono tante discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi e spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto. La Giornata della Memoria ci ricorda che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo prevale l'indifferenza. Per evitare che una tragedia come quella dell'Olocausto si ripeta occorre ricordare e soprattutto capire. Sebbene all’inizio eravamo molto agitate, davanti al leggio il mondo si è fermato! Il mondo si è rimesso in moto alla fine quando un boato di applausi ci ha risvegliate, l’imbarazzo che abbiamo provato è stato grande: tutti si sono alzati in piedi , abbiamo ricevuto i complimenti dai professori, dalla preside e dai compagni.E’ stata una giornata memorabile! Barbara,Giulia,Sofia e Naike 2C

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Alla cordiale attenzione della collega Caterina. Anche quest'anno il nostro istituto ha voluto offrire un suo contributo per il Giorno della Memoria 2018. Nella convinzione che sia fondamentale far conoscere tali drammatici eventi storici alle giovani generazioni e sensibilizzarle a reagire all'indifferenza, all'odio razziale sempre più minacciosi, perché i fantasmi del passato stanno tornando pericolosamente d'attualità e l'oblio rischia di far perdere la memoria collettiva dei più efferati e sconvolgenti momenti del Novecento. Abbiamo scelto di coinvolgere direttamente studenti di seconde e terze classi in una attività interdisciplinare e multimediale che li ha fatti cimentare con il testo scritto, la drammatizzazione, la musica e il canto. Il testo di partenza rievoca le cupe figure dei collaboratori più stretti e carnefici di Hitler e le loro azioni, storicamente fondate e documentate, ma trasfigurate in chiave metaforica e fantastica come contrapposizione tra Male e Bene, sotto forma di bestie ripugnanti contro le quali si oppone la Natura benigna. Questa rappresentazione, recitata dagli studenti, è stata preceduta da una rievocazione dei genocidi avvenuti nel recente passato. Alla base del lavoro complessivo vi è la necessità di educare ad una cittadinanza consapevole, capace di rinascere e contrastare l'odio e l'indifferenza che rendono complici. Vi è inoltre la fiducia di contribuire a formare nei discenti una coscienza morale e di poter offrire, con la cultura, un antidoto all'oscurantismo e all'ideologia di sopraffazione dell'uomo sull'uomo, al disprezzo dei diritti fondamentali. Tale ideologia si è affermata in un contesto in cui i valori fondamentali della nostra civiltà erano stati cancellati. Un caro saluto da Vittorio.

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La Shoah rappresenta una discesa negli abissi dell'umanità. La scuola ha il dovere di ricordare e di aiutare le nuove generazioni a sviluppare una coscienza critica di questa tragedia storica. Conoscere aiuta a capire. Il capire conduce a una presa di coscienza. Prendere coscienza significa trasformare gli errori del passato in un monito affinché simili nefandezze non accadano più.

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27 gennaio uguale memoria, uguale dovere morale di mantenere vivi i contenuti del passato. Come insegnante, non ho tralasciato di sottolineare l'importanza del ricordo per far si che non si ripetano gli errori/orrori dei quali nel corso della storia l'uomo si è macchiato, rendendosi responsabile di crudeltà "inumane". Quello che sembra lontanissimo nel tempo può ripetersi e per quanto riguarda l'attualità si sta già ripetendo per una forma strisciante e sottesa di intolleranza. Quanti considerati "diversi" dal nazismo sono stati annientati? Ebrei, zingari, omosessuali, oppositori politici hanno pagato un prezzo altissimo perché non "uguali". Uguali o diversi da chi? La diversità la creiamo noi con i nostri pregiudizi, le nostre ideologie, i nostri "credo" assoluti. Oggi, "l'altro", è il clandestino, l'emigrante,...ancora una volta il "non allineato" con i nostri valori. Rileggendo Shemà di Levi (in ebraico significa "ascolta") ho invitato i ragazzi ad immedesimarsi nelle situazioni descritte e, quindi, ad ascoltare il loro cuore, a ragionare in autonomia, non lasciandosi trascinare dai falsi miti di una presunta superiorità razziale, culturale, religiosa. Siamo uguali in quanto creature, cuore, pelle, sentimenti che non conoscono barriere e differenze. Ricordate, ricordiamo, imparate, impariamo e, soprattutto, non dimentichiamo.

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Per lo più i nostri alunni hanno sentito parlare di Shoà, olocauso, campi di concentramento e questo grazie anche alla sensibilità delle loro famiglie, ma leggo sempre lo stupore nei loro occhi, quando concretamente mostriamo attraverso video, testimonianze, documenti, cosa significasse vivere al tempo delle leggi razziali. E non tutti sono consapevoli di quanto questo clima di segregazione si vivesse nella stessa Italia. Hanno provato a immaginare che cosa potrebbe significare, oggi, essere ďimprovviso separati,ad esempio, dai propri compagni di classe, o dover provare paura nel coltivare un'amicizia con chi, da un giorno all' altro, viene dichiarato "diverso". In occasione della sua nomina a Senatrice a vita, abbiamo ascoltato la testimonianza semplice e toccante di Liliana Segre, deportata da Milano ad Auschwitz, rimasta sola al mondo da un momento all'altro. Oggi, sopravvissuta "per caso", si definisce "nonna di se stessa", di quella giovane ragazza che dovette affrontare un mondo impossibile da comprendere persino per gli adulti. E come farebbe forse un ragazzo di oggi, si rifugiò nella propria immaginazione, in un mondo di libertà e bellezza. I miei ragazzi hanno ascoltato il video come si ascolterebbero proprio le parole di una nonna e io, da docente, non posso che ringraziare questi testimoni di vita che ancora oggi hanno il coraggio di parlare di diritti negati, con la voce della speranza di chi crede che i nostri giovani non potranno ripetere simili atrocità.

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