PROGETTO VINCITORE - Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Duilio Cambellotti di Rocca Priora (RM) testimonia l'articolo 15


Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

15 gennaio 2018 I diritti negati
Il 10 dicembre per ricordare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani abbiamo invitato a scuola le volontarie dell’associazione di Rocca Priora “ una goccia nell’oceano”,volontarie che operano in Camerun.
Le testimonianze,le foto,i video hanno toccato il nostro cuore,sebbene avessimo già visto altri documentari sui “diritti negati”.
Una raccolta di materiale scolastico e di giochi è stato poi inviato in Camerun.

(ci sono 17 commenti)

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il 16/03/2018
Perla - Istituti Comprensivo, Porto Viro
ha commentato:
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Tutti gli uomini dovrebbero vedere riconosciuti i loro diritti perché “l’Umanità è una faccenda umana” (cit. Dalai Lama) e invece apprendiamo dai giornali, dai media, dagli eventi drammatici che si susseguono, che non è scontato che ciò accada.

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Inserisco il commento di Noemi 1A Questi incontri mi hanno fatto riflettere molto... Non avrei mai pensato che ci fossero bambini che per bere un bicchiere di acqua percorrono chilometri e chilometri a piedi nudi. Non pensavo che non avessero cibo mentre nel nostro paese ci sono bambini a rischio obesità. Non pensavo che ci fossero bambini che lavorano tutto il giorno per sopravvivere. Vorrei un mondo in pace senza guerre. Siamo tutti essere umani, siamo tutti fratelli, non importa la religione, il colore della pelle... Perché tanti diritti negati? Vorrei che questa domanda non esistesse, VOGLIO un MONDO di PACE.

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La nostra esperienza di docenti di sostegno ci insegna che non è difficile l'inclusione se si conosce l'altro, l'alunno con le sue caratteristiche, individuando i suoi punti di forza, come nel nostro caso, la sua passione per la tecnologia e il Pc. Stimolare la curiosità diventa il punto di partenza dove ogni membro della classe può diventare un compagno di avventura per un apprendimento reciproco. Far sentire ciascuno accolto educa all'accoglienza; l'ascolto di ognuno educa all'ascolto: non buonismo ma bontà, non ipocrita compassione ma confronto tra pari. Micaela e Marco

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Io stavo vedendo qualche notizia sui diritti negati e mi ha colpito questa lettera "Mi dispiace mamma, perché la barca è affondata e non sono riuscito a raggiungere l’Europa. Mi dispiace mamma, perché non riuscirò a saldare i debiti che avevo fatto per pagare il viaggio. Non ti rattristare se non trovano il mio corpo, cosa potrà mai offrirti, se non il peso delle spese di rimpatrio e sepoltura? Mi dispiace mamma, perché si è scatenata questa guerra ed io, come tanti altri uomini, sono dovuto partire. Eppure i miei sogni non erano grandi quanto quelli degli altri… Lo sai, i miei sogni erano grandi quanto le medicine per il tuo colon e le spese per sistemare i tuoi denti… A proposito… i miei denti sono diventati verdi per le alghe. Ma nonostante tutto, restano più belli di quelli del dittatore! Mi dispiace amore mio, perché sono riuscito a costruirti solo una casa fatta di fantasia: una bella capanna di legno, come quella che vedevamo nei film… una casa povera, ma lontana dai barili esplosivi, dalle discriminazioni religiose e razziali, dai pregiudizi dei vicini nei nostri confronti… Mi dispiace fratello mio, perchè non posso mandarti i cinquanta euro che avevo promesso di inviarti ogni mese per farti divertire un po’ prima della laurea… Mi dispiace sorella mia, perché non potrò mandarti il cellulare con l’opzione wi-fi, come quello delle tue amiche ricche… Mi dispiace casa mia, perché non potrò più appendere il cappotto dietro alla porta. Mi dispiace, sommozzatori e soccorritori che cercate i naufraghi, perché io non conosco il nome del mare in cui sono finito. E voi dell’ufficio rifugiati invece, non preoccupatevi, perchè io non sarò una croce per voi. Ti ringrazio mare, perché ci hai accolto senza visto né passaporto. Vi ringrazio pesci, che dividete il mio corpo senza chiedermi di che religione io sia o quale sia la mia affiliazione politica. Ringrazio i mezzi di comunicazione, che trasmetteranno la notizia della nostra morte per cinque minuti, ogni ora, per un paio di giorni almeno. Ringrazio anche voi, diventati tristi al sentire la nostra tragica notizia. Mi dispiace se sono affondato in mare.

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La poesia di René Philombe letta nelle classi terze s'intitola "L'homme qui te ressemble" e può essere ascoltata qui: https://youtu.be/dNbSNWaPUGc

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Partendo dal motto della Repubblica francese "Liberté, égalité, fraternité", nelle classi terze abbiamo affrontato il tema dell'uguaglianza di diritti, dell'accoglienza e della solidarietà. Dopo aver visto dei filmati, aver letto un testo su Malala e un brano tratto da "Le racisme expliqué à ma fille" di Tahar Ben Jelloun, abbiamo letto e commentato una poesia dello scrittore africano René Philombe (Camerun), un testo del 1977 che è ancora attuale dato che fa riflettere sul tema dell'uguaglianza (dei diritti) nella diversità e della fratellanza intesa come valore laico. I ragazzi hanno immediatamente colto la risonanza che queste parole hanno per il lettore di oggi, confrontato al fenomeno migratorio e al dovere etico di prestare soccorso alle popolazioni che fuggono da situazioni di conflitto, di pericolo o di estrema povertà. Abbiamo scritto un breve commento in francese che vogliamo condividere con voi: "Cette poésie parle d'égalité et de fraternité, des valeurs fondamentales de notre société. L'auteur s'adresse directement à son "frère" en le priant de ne pas le repousser à cause de ses différences ethniques, physiques et religieuses. Il demande d'être accueilli parce qu'il est tout simplement un être humain. A travers ces vers, le poète nous rappelle que nous sommes tous égaux en droits au-delà des différences et il nous invite à réfléchir à notre comportement envers les autres et à celui de notre entourage".

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Giorno 1 febbraio 2018 alcuni migranti, ospiti di Casa Carlotta (Rocca Priora), hanno incontrato i ragazzi di due classi della nostra scuola. Durante questo incontro, ho visto partecipazione da parte dei ragazzi, curiosi di conoscere queste storie tanto diverse dalle loro, ma tanto vicine; ho visto gratitudine e affetto negli occhi di queste persone quasi incredule di ricevere un'accoglienza tanto calorosa; ho visto commozione negli occhi e nelle parole dei nostri ragazzi che hanno fatto di tutto per dimostrare la loro solidarietà e il loro supporto emotivo; ho visto sofferenza nelle storie che ci sono state raccontate e ho visto speranza nelle parole di un padre che si augura che i propri figli abbiano una vita migliore qui in Italia.

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Inserisco il commento di Simona 2B Secondo me il diritto più importante per un bambino è la salute,ma la salute psicologica.La psicologia di un bambino è fragile e dipende dal suo stato d'animo.Certo un bambino maltrattato non riesce a sorridere e perciò la sua salute non è in buone condizioni e basterebbe poco per far contento un bambino. Con l'immaginazione e la fantasia tutto è possibile,basta provarci,perché il sorriso è la cosa più preziosa al mondo.

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Inserisco il commento di Sara 1D Essere " professori per un'ora " è stato emozionante e divertente.Avevo preparato un PowerPoint sui diritti umani che è durato cinque minuti,ma è stato bellio! Papà mi aveva aiutato a inserire la musica e il tempo per le diapositive,ma l'ispirazione l'ho avuta io di farlo,in occasione della giornata dei Diritti dell'uomo.Quella giornata si è conclusa molto bene,i nostri compagni si sono interessati molto e ho gioito quando qualcuno alzava la mano.Il giorno prima però,io e Tommaso siamo andati a casa di Anouk per prepararci e per studiare.

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Inserisco il commento di Michele 1C Sono sicuro che sono stato fortunato nella mia vita: ho una casa,un cane,una famiglia,dei giocattoli e frequento una scuola.Sono stato fortunato in questi undici anni di vita. Sono stato in Africa,ho visto la povertà che c'è lì.Bambini di tre,quattro anni che percorrono km per prendere acqua per la loro famiglia,ci sono pochi villaggi con pozzi e,questi bambini sono costretti a farlo. Io sono stato in Africa ma in un posto abbastanza ricco,papà invece è stato in Congo e dice che lì,non solo c'è pochissima acqua ma molti bambini muoiono anche a causa di una semplice febbre. Per giocare a pallone si accontentano di una lattina. Spero che la situazione lì possa migliorare.

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Inserisco la poesia di Anouk 1D Il sole ha diritto di splendere Gli animali di mangiare Gli alberi di essere rispettati... E noi? E noi che diritti abbiamo? Noi ne abbiamo tanti:di vita,di non essere discriminati,di salute... Ma vengono rispettati in tutto il mondo? Magari venissero rispettati! TU CHE HAI LETTO QUESTO,CONTRIBUISCI A COINVOLGERE COLORO CHE NON LI RISPETTANO.

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Inserisco il commento di Jalal,che non ha altro modo per farlo: Nell'altra scuola in cui mi trovavo ero soprannominato "il bullo"",ma secondo me non lo ero.Solo che quando ti prendono di mira le maestre e ti trovi tutti i compagni contro,ad un certo punto ti convinci anche te di esserlo,e per questo cominci a fare cose che non vorresti. Mi prendevano in giro perché sono per metà marocchino,mi dicevano cose brutte sulla mia famiglia,abbozzavo sempre,finché un giorno alzai le mani.Ho cambiato scuola e sto molto meglio,sono felice che mamma mi abbia aiutato,grazie alle sue decisioni ora non ho più quella brutta nomina che mi portavo dietro da ormai quattro anni. Ora quando ho qualche problema,faccio ancora qualche capriccio,ma lo risolvo a parole con persone più grandi che mi fanno ragionare.Frequento la prima media e sto in una classe di persone fantastiche.

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La poesia che ho scritto sui diritti negati : Quanti diritti negati e doveri dimenticati ! Adulti, bambini e ragazzi scappati da guerre, venuti a vivere in nuove terre. Vorrebbero, come gli altri, solo una vita... ricominciare da capo con gioia infinita. Ma noi senza pietà non ricordiamo il valore della diversità. E i nuovi arrivati ,umiliati e confusi, si sentono esclusi. Esclusi da una società normale, dove se si sente "doniamo" si cambia canale!

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Ricevo dalla volontaria dell”associazione “una goccia nell’oceano”,Sabrina De Paolis Tutto nasce dal cuore,dagli sguardi pieni di gioia da chi non ha nulla,ma possiede una ricchezza infinita che porterai sempre con te. Non ci sono barriere per l’amore,l’unico capace di superare ogni confine...grazie alla prof.ssa Paone che ha aperto le porte della scuola per accogliere la mia esperienza in Camerun,ai ragazzi che hanno accolto nei loro cuori il messaggio”gli stessi diritti in una diversità che è ricchezza”. Grazie alla mia comunità coinvolta in una raccolta di materiale didattico e offerte,che hanno permesso il sostegno allo studio ai giovani camerunesi...gli stessi diritti in una diversità che è unione e soprattutto rispetto per la vita. Grazie a voi tutti che avete ascoltato la musica africana del mio cuore e camminate per un futuro migliore per tutti.Sabrina

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Ricevo dalla volontaria dell’associazione “una goccia nell’oceano”, Gianna Catoni Nel mese di Novembre e di Dicembre,per gentile concessione della preside e grazie al progetto presentato dalla prof.ssa Paone,io e altre due compagne di missione abbiamo potuto presentare ad alcune classi dell’I.C.Duilio Cambellotti la nostra esperienza,le nostre emozioni e riflessioni riguardo un viaggio missionario effettuato in Camerun.La cosa che mi ha colpito di più è stato il grande coinvolgimento da parte dei ragazzi che hanno ascoltato il nostro racconto,guardato attentamente le immagini e ci hanno rivolto molte domande.Le riflessioni spontanee dei ragazzi sono state rivolte tutte verso i diritti fondamentali di ogni bambino a prescindere dal colore della pelle o della credenza religiosa,il diritto di essere rispettati come bambini che hanno bisogno di giocare,di avere una famiglia,di poter studiare e non essere costretti a lavorare.Il nostro intento è stato quello di far capire ai ragazzi che andare a scuola è un diritto imprescindibile,che ciò che danno per scontato come avere cibo e acqua ogni giorno è un grande dono da apprezzare e che ogni persona deve avere diritto di vivere una vita dignitosa.

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Inserisco il commento di Fatima,che non ha altro modo per farlo: Io sono Fatima,vivo a Rocca di Papa ma studio a Rocca Priora.Le mie sofferenze sono cominciate quando ho iniziato la prima elementare:tutti mi dicevano che "puzzavo" e che dovevo andare via dall'Italia. Io mi chiudevo,e non dicevo nulla ne'alle maestre ne' ai miei amici.Mi facevano sentire sola ed esclusa e andavo al bagno per piangere. Non so perché' :sono marocchina e non italiana:sono nata a Marino(RM) e ho studiato regolarmente a Rocca Priora ,prima nella scuola materna,poi nella scuola elementare ed ora frequento la 1A. Per me è uguale essere marocchina o italiana,vorrei solo essere rispettata.

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Quale referente del progetto,ringrazio i volontari dell’associazione di Rocca Priora “una goccia nell’oceano”per la grande disponibilità e il contributo prezioso,ringrazio i colleghi che,ognuno con le proprie competenze,ci accompagnano nella realizzazione di questo progetto,tutti gli alunni che partecipano con i loro commenti,la Preside sempre molto attenta alle nostre richieste,il Sindaco e quanti della comunità di Rocca Priora ci sostengono.

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