PROGETTO VINCITORE - Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Duilio Cambellotti di Rocca Priora (RM) testimonia l'articolo 15


Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

05 marzo 2018 Italiani con il permesso di soggiorno: ius soli, ius soli temperato, ius sanguinis, ius culturae, la riforma della cittadinanza e la legislazione vigente in Italia, in Europa e nel mondo.
“ Parlo italiano, penso in italiano, mi sento italiano “ ma sono ancora uno straniero in Italia. Per questo motivo, dopo aver intervistato il Sindaco e ascoltato le testimonianze dei nostri compagni con il permesso di soggiorno, incontriamo un esperto per capire meglio cosa dice la legge “ ius soli “ in Italia, nei paesi europei e nel mondo.





(ci sono 10 commenti)

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il 19/03/2018
Robert
ha commentato:
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L'incontro con il dott. Ali Idris Mohamed ha chiarito ancora di più la mia conoscenza sulla legge della cittadinanza che c'è in Italia. Prima di compiere i 18 anni inoltrerò la mia domanda tramite posta elettronica al Comune e spero che nel giro di qualche anno anch'io possa diventare cittadino italiano che mi ricordava il dott.Idris comporta avere non solo diritti ma soprattutto doveri: il dovere di essere un cittadino italiano osservante delle leggi del proprio paese.

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Sono rimasto colpito dal fatto che negli Stati Uniti , in Canada e in gran parte dell’America Latina vige lo ius soli ossia la legge del suolo: chi nasce in quel paese diventa cittadino a tutti gli effetti e secondo me tutti hanno il diritto di essere italiani se nati nel nostro Paese; per me, per noi, è giusto. Non è giusto che tanti ragazzi e ragazze (parliamo di quasi un milione di persone) non abbiano gli stessi diritti di qualunque ragazzo della loro stessa età e debbano aspettare i diciotto anni e aver tempo solo un anno per richiedere la cittadinanza. Tutti dovrebbero avere una cittadinanza, a prescindere da quale sia il loro Paese di nascita, perché siamo tutti cittadini di un unico mondo e dobbiamo avere gli stessi diritti.

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Inserisco il commento di Antea 2A E in Svezia? Sono Antea, mia nonna è svedese e mi racconta che in Svezia la legge sulla cittadinanza si basa sullo ius sanguinis, ma dal 2006 la legislazione prevede in modo semplice che i bambini nati in Svezia con genitori stranieri possano diventare cittadini svedesi dopo cinque anni di residenza.Questo fa sì che gli emigranti entrano e si sentano parte di una comunità con pari diritti e doveri al di là di differenti culture,tradizioni,religioni e credi politici.

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Inserisco il commento di Alessia 2A Sono rimasta sorpresa e affascinata dal dott. Ali Idris Mohamed perché negli anni settanta, appena diciottenne è fuggito dalla Somalia, è fuggito da un paese dove c’era una guerra civile per arrivare in Italia e frequentare l’università e laurearsi in ingegneria civile. È in Italia da 40 anni e ora ha una doppia cittadinanza : quella italiana e quella norvegese e prima della legge del ‘92 era ancora più difficile acquisire la cittadinanza italiana. Mentre illustrava la legge io mi sentivo in qualche misura in colpa verso i tanti stranieri,compresi i miei compagni di scuola che sono nati in Italia o che si trovano da tanti anni qui, che sono e si sentono italiani ma non lo sono di diritto. Vorrei che il nostro paese fosse migliore.

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E in Spagna? Sono Noemi e mio padre è spagnolo. In Spagna al pari dell’Italia vige lo ius soli sanguinis, quindi diventa automaticamente cittadino spagnolo chi ha almeno un genitore spagnolo. Ma per chi è nato in Spagna e ha genitori stranieri ,quindi come i nostri compagni “stranieri di seconda generazione”, diventare cittadino spagnolo diventa semplice perché basta un anno di residenza. La doppia cittadinanza invece non è riconosciuta.

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Commento di Arife 2B Nel 2001 quando i miei genitori si sono trasferiti in Italia partendo dalla Romania, alcuni miei zii si sono trasferiti in Germania e lì i miei cugini, che hanno la mia stessa età, sono già cittadini tedeschi. Come mi ha spiegato il dott. Idris Mohamed, operatore di Casa Carlotta, in Germania dal 2000 vige lo " ius soli " e quindi è cittadino tedesco automaticamente chi nasce in Germania, se almeno uno dei genitori risiede regolarmente nel Paese da minimo 8 anni. Mi dispiace che la legge di riforma della cittadinanza non sia stata approvata in Italia perché mi avrebbe permesso di diventare una cittadina "vera" in un paese al pari dei paesi europei.

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L'8 marzo ci siamo riuniti in biblioteca per discutere ed ascoltare la spiegazione sulla legge della cittadinanza vigente in Italia, in Europa e nel mondo da parte dell'operatore di Casa Carlotta, il dott. Ali Idris Mohamed (ingegnere somalo). Lui abita qui da 40 anni: ha studiato qui,si è laureato qui, lavora qui ma ha girato il mondo e parla molte lingue tra cui l'italiano, il tedesco, il francese, l'inglese e l'arabo. E poiché ha lavorato per un periodo in Norvegia, ha acquisito anche la doppia cittadinanza. È proprio la mia idea di cittadino europeo! Noi italiani siamo arretrati, perché nelle Americhe, in Canada e dal 2000 anche in Germania, vige la legge dello Ius Soli (la legge del suolo), e nella gran parte dei Paesi europei è più semplice ottenere la cittadinanza. Mia madre è americana con genitori italiani, e lì in America lo Ius Soli puro è sancito dal Quattordicesimo Emendamento della Costituzione, che è stato introdotto in data 9 luglio 1868. Secondo la costituzione americana: "Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti, e soggette alla loro giurisdizione, sono cittadini americani e dello Stato in cui risiedono. Dovremmo aggiornarci ed eliminare ogni ostacolo che ci divida da un qualsiasi alfro individuo,perché è quesfo che vogliamo: un'Italia tollerante ed aperta alle mutazioni sociali.

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Inserisco il commento di Fatima 1A Ciao,sono Fatima e nella settimana feedback ho svolto in quattro classi la lezione sulla cittadinanza. Ho illustrato la lezione aiutandomi con dei video che spiegano in modo semplice il problema. Per ora in Italia esiste (legge del 1992) solo lo ius sanguinis ( “diritto di sangue”): un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano, altrimenti un bambino nato in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza solo tra i 18 e i 19 anni e se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”. Con la legge di riforma (ferma al senato) invece, si introduce sia lo ius temperato( diritto legato al territorio) che lo ius culturae (diritto legato all’istruzione) come avviene nella gran parte dei paesi europei. Poi ho chiesto ai miei compagni: < sapete cosa vuol dire avere una cittadinanza?> e mi hanno risposto: essere riconosciuto come “cittadino”con tutti i diritti e i doveri. Sono stata felice e orgogliosa di essere stata “professore per un giorno” per i miei compagni.

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Inserisco il commento di Anouk 1D Il dott. Ali Idris Mohamed a prima vista mi è sembrato molto simpatico e mi ha fatto una bella impressione; è venuto in Italia, dalla Somalia ex colonia italiana, negli anni settanta per studiare ed è un esperto di diritti umani e di Costituzione. È un ingegnere e parla perfettamente l'italiano, il tedesco, l'inglese, il francese, l'arabo,...Ha una doppia cittadinanza,italiana e norvegese perché in Norvegia ha lavorato per un periodo di tempo e ha imparato la lingua. Mi hanno fatto molto riflettere le difficoltà che molti stranieri, pur nascendo in Italia e avendo la residenza per molti anni, hanno nell'acquisire la cittadinanza. Avendo la doppia cittadinanza ha viaggiato per tutta Europa ed è per questo che ha avuto modo di vedere le vita stracciate di chi ha avuto un percorso duro e ci ha dimostrato di essere uno dal cuore tenero ma dal coraggio di un leone. Mia madre è francese e in Francia esiste lo " ius soli" dal lontano 1515,la cittadinanza si acquisisce automaticamente a 18 anni per chi è nato in Francia da genitori stranieri mentre in Italia l'acquisizione è discrezionale. Secondo me è proprio qui la maggiore difficoltà per richiedere la cittadinanza italiana: l'iter burocratico. Basterebbe introdurre quel " automaticamente " e sarebbe tutto più facile.

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“ Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere “ PIERO CALAMANDREI

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