PROGETTO VINCITORE - Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Duilio Cambellotti di Rocca Priora (RM) testimonia l'articolo 15


Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

20 febbraio 2018 Non muri ma ponti: Incontro con i volontari delle associazioni umanitarie che operano nel territorio Avis, Caritas, Casa Carlotta, Croce Rossa, Emergency, Una goccia nell’oceano
A voi che lavorate per l’inclusione, la solidarietà e la pace nel mondo dedichiamo la  canzone “Imagine” di J.Lennon 1971 che meglio di ogni scritto esprime ciò che vogliamo dire con “noi cittadini del mondo”

”...immagina non ci siano nazioni, non è difficile da fare, niente per cui uccidere e morire e nessuna religione, immagina tutta la gente che vive in pace.
Puoi dire che sono un sognatore, ma non sono il solo.
Spero che ti unirai a noi, anche tu un giorno e il mondo vivrà in armonia.
Immagina un mondo senza la proprietà, mi chiedo se ci riesci, senza bisogno di avidità o fame, una fratellanza tra gli uomini, immagina tutta la gente che condivide il mondo...”


”Non si può amare a distanza, restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere”

                                                                             Don Luigi Di Liegro 

                   
 Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I CARE”

                                                                             Don Lorenzo Milani

(ci sono 19 commenti)

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Ecco il link del mio video che ho fatto grazie ai disegni dei miei compagni: https://youtu.be/2xdQbjHevMw

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Anita-2D Penso che l'Emergency sia un’associazione molto importante per tutti noi perché credo che ogni individuo abbia il diritto di essere curato in caso di bisogno. Il volontario di Emergency infatti ci ha raccontato che aiutano tutti, indipendentemente da che parte stiano, perché il diritto alla salute è un diritto dell'essere umano in quanto tale. Centinaia di bambini sarebbero morti ogni giorno in alcuni posti del mondo se l'Emergency non fosse intervenuta. Ho scoperto la realtà dei “bambini soldato”, bambini costretti a mettere in gioco la propria vita sin da subito, o bambini che a causa delle mine antiuomo vengono gravemente feriti o perdono gli arti, o altri che vivono in condizioni di estrema povertà. Per tutti loro, ma ovviamente, anche per le donne, soprattutto quelle in gravidanza, e gli uomini, hanno costruito ospedali e centri di riabilitazione in 18 paesi del mondo: in Ruanda, in Afghanistan, in Sierra Leone, in Cambogia, in Sudan, in Palestina... e operano anche in Italia. In Sicilia infatti aiutano i migranti, e non solo, ed ho capito che l'emergenza migranti in Italia e' minima rispetto al numero di migranti che si spostano in Africa e raggiungono i paesi confinanti.

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Commento di Giulia 1B Emergency è una di quelle associazioni umanitarie che mi colpisce al cuore per quante persone e bambini salvano ogni ora. Aiutano i civili laddove ci sono guerre e povertà e questo è un grande gesto di amore, e forse anche io da grande seguirò il loro esempio. Emergency ha perciò costruito centri di riabilitazione ,oltre agli ospedali, proprio per offrire cure gratuite e di qualità a chi ne ha bisogno, vittime delle mine, della guerra e della povertà. Per l'eccellenza del lavoro svolto, nel 2015 il medico chirurgo Gino Strada, il fondatore di Emergency, e' stato premiato con il "Right Livelihood Award", il " Premio Nobel Alternativo".

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Commento di Federico Pacini 1B L’associazione Emergency secondo me è un grande aiuto per tutte le persone che vivono in paesi in guerra o in paesi poveri. Ciò che mi ha colpito è che quando i feriti vanno in ospedale finalmente trovano per la prima volta nella loro vita un letto vero, un pasto caldo, un ambiente accogliente e bello e le cure. Al contrario se dovessimo andare noi in ospedale non vedremmo l’ora di ritornare a casa lamentandoci del cibo e del posto. Penso che dovremmo sentirci molto fortunati nell’ avere una casa e del cibo.

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Commento di Liridon 1B Ciò che mi ha colpito dall’incontro con il volontario di Emergency è la volontà dei ragazzi che vi lavorano. Quello che fanno lo svolgono con passione dedicando tempo ad aiutare gli altri. Solo continuando così,aiutandosi l’uno con l’altro, il mondo può diventare migliore.

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Commento di Sabrina 1B Il 19 marzo abbiamo incontrato un volontario di una associazione umanitaria chiamata Emergency. Emergency ha costruito ospedali in tutte le zone in conflitto e aiuta bambini ,donne e uomini a curarsi. Mi ha colpito il fatto che in molti paesi dell’ Africa o in Afganistan si muore non per la malattia ma perché mancano le medicine, mancano i medici ed gli ospedali adeguati. Hanno costruito persino in luoghi montuosi e lì aiutano le donne a partorire, ciò che mi ha fatto riflettere è che la solidarietà supera ogni muro e ogni confine.

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Commento di Davide 1B Dopo l’incontro con il volontario di Emergency posso dire che è una bella associazione umanitaria. Quello che mi ha colpito è il loro concetto che gli ospedali siano delle “vere case” ,belli accoglienti ,pieni di verde e di giardini, in paesi dove la guerra lascia solo macerie.

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Commento di Hubert 1A Il 19 marzo anche la nostra classe ha incontrato Roberto Pergameno,volontario di Emergency, un'associazione umanitaria indipendente e neutrale nata nel 1994 grazie al dott. Gino Strada. Cosa fa Emergency? Emergency come indica il nome offre cure medico-chirurgiche gratuite laddove c'è emergenza: quindi nelle zone dove ci sono conflitti di guerra, dove c'è povertà e degrado. Sono rimasto impressionato nello scoprire che la gran parte delle vittime sono i bambini 34% e poi gli anziani 26%, gli uomini 17%, le donne 16%, e per ultimo i militari 7%. Visto che i militari vanno in guerra ho sempre pensato che avessero loro il maggior numero di vittime rispetto ai bambini, invece è vero il contrario.

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Commento di Diego 1A Il giorno 19 marzo è venuto un volontario di Emergency che ci ha raccontato come la sua associazione aiuta persone ferite e in difficoltà costruendo ospedali o piccoli centri di cura in paesi dove c’è la guerra o la povertà. Le cose che mi hanno colpito sono la bellezza e l’accoglienza degli ospedali: infatti non sono grandi edifici sporchi e tristi ma edifici con fiori,alberi,piante e giardini molto belli, che ti fanno sentire veramente bene come per noi è sentirsi a casa.Nei paesi in guerra l’ospedale è l’unico luogo sicuro! Dopo l'incontro con Il dott. Roberto Pergameno ho capito cosa sono le mine antiuomo e quanti paesi li producono anche se non dovrebbero perché sono contro la guerra. Ciò che mi ha fatto arrabbiare e’ che proprio l’Italia che ripudia la guerra( art.11 della Costituzione) ha prodotto a livello mondiale le mine antiuomo, e non basta il Trattato che le vieta perché a distanza di anni continuano a mietere vittime innocenti. Ad esempio nel nostro bosco del Cerquone hanno rinvenuto una mina antiuomo ancora attiva dalla II guerra mondiale!

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Ricevo il commento di Roberto Pergameno volontario di Emergency Lazio scuola Il giorno 19 marzo u.s. ho avuto modo di effettuare due interventi con altrettanti gruppi di studenti dell’Istituto Comprensivo D.Cambellotti di Rocca Priora su invito della professoressa Paone. Ho trattato gli argomenti che sono propri della ONLUS Emergency che rappresento. Abbiamo parlato dei conflitti, delle vittime civili che si determinano nello svolgimento dei combattimenti, di quanto si sia incrementato, negli anni, il coinvolgimento della popolazione. Sono state affrontate anche le cause dei conflitti e di quanto gli interessi economici determinino l’aggravamento delle controversie fino a provocare l’inizio e il proseguimento dei conflitti stessi. Per ultimo ho esposto brevemente gli interventi di Emergency nei vari paesi dove siamo presenti. La partecipazione è stata abbastanza attiva da parte dei ragazzi così come l’attenzione. Con la professoressa Paone abbiamo delineato la possibilità di effettuare ulteriori iniziative in futuro.

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Inserisco il commento di Gioele 1A Per me è stato emozionante l’incontro con i migranti di Casa Carlotta perché di solito li vedevo in tv e le persone non le conoscevo. Invece in questa occasione li ho trovati davanti a me e le loro emozioni sono diventate anche le mie. È stato triste ascoltare le loro storie perché hanno dovuto allontanarsi dai loro paesi dove c’è la guerra o la guerriglia, la fame, la povertà e attraversare il deserto con mezzi di fortuna e trovarsi in Libia, terra senza diritti, essere stipati in un barcone di gomma e assistere alla morte di tanti compagni e solo per fortuna arrivare in Italia. Mi sono venuti i brividi di freddo.

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Ricevo dal volontario di Casa Carlotta: Luigi Festa Esperienza bellissima. Un onore essere chiamato a raccontare e spiegare cosa mi ha spinto e mi spinge a fare volontariato. Dall’aiuto alla vecchietta del piano di sotto, alla solidarietà portata in grandi strutture a più persone. Senza la pretesa di esser un esempio assoluto, ma almeno di dare una piccola ispirazione a ragazzi che rappresentano il futuro ed il presente di questo Paese. E’ stato bello interagire con i ragazzi di oggi. Ascoltare le loro domande, percepire le loro emozioni. E come tante volte mi è successo in questi frangenti, sono arrivato con l’impegno di dare qualcosa ed invece ho ricevuto. I ragazzi sono in gamba. Diversi, come noi eravamo diversi dai nostri genitori e loro dai nostri nonni. Sono un ‘evoluzione. E al di là del fatto che tecnologicamente sono più pronti, conservano un grande cuore ed una grande sensibilità e profondità. Quella che ci rende esseri umani. Sono andato per donare un po' della mia esperienza, sono tornato con tanta speranza per quel che sarà il domani.

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Ricevo dalla volontaria dell'associazione "Una goccia nell'oceano" Gianna Catoni Il 14 Febbraio ho avuto il piacere di condividere anche con le seconde classi la mia esperienza in Camerun e presentare il progetto “Una goccia nell’oceano”. Uno dei temi trattati è stato il capire perché delle persone siano costrette a lasciare le proprie terre di origine affrontando mille avversità per poter arrivare in una nuova terra alla ricerca di una vita dignitosa. Le riflessioni spontanee dei ragazzi sono state rivolte verso il consumismo della nostra società, la discriminazione alla quale sono sottoposti gli immigrati, le esperienze vissute nell’ambito scolastico nel relazionarsi con altri studenti provenienti da altre nazioni, i diritti di ogni singolo essere umano ad avere una vita decorosa e rispettabile. Il vedere i ragazzi incuriositi dalle diapositive proiettate, le loro domande riguardo le condizioni di vita del popolo africano, lo stupore mostrato davanti a delle realtà di vita così diverse dalle quali siamo abituati, è stato per me una fonte di gioia inestimabile: i ragazzi sono umanamente molto sensibili riguardo il tema dell’immigrazione e della difficoltà di vita di alcune popolazioni. Grazie a questi progetti di solidarietà e di conoscenza dei diritti umani realizzati all'interno dell’ambito scolastico possiamo dare un piccolo contributo e far sì che i nostri ragazzi possano essere domani degli adulti consapevoli e cittadini del mondo. Gianna

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il 23/02/2018
Hubert - I.C.DUILIO CAMBELLOTTI, Rocca Priora
ha commentato:
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Prima di conoscere i volontari della Caritas,di Casa Carlotta e di Una goccia nell'Oceano che sono andati in Camerun,pensavo che l'incontro sarebbe stato una cosa un pó noiosa,invece è stato il contrario:ho capito cosa vuol dire veramente POVERTÁ. Ero sicuro che significasse"niente soldi"ma poi ho capito cosa significa. Significa:NON avere ACQUA ,CIBO,MEDICINE per curarsi e neanche un FAMIGLIA.

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Tutto e’ cominciato quando, grazie al progetto testimoni di diritti, “ho aperto gli occhi” sulla verità del mondo. Abbiamo iniziato a novembre e fatto e visto tante cose.Abbiamo incontrato anche le volontarie di Una goccia nell’Oceano, la volontaria della Caritas e i volontari di Casa Carlotta e ho capito la dura verità sia della vita dei bambini in Africa che degli immigrati e migranti che arrivano nel nostro paese. Ora ogni giorno vedo il telegiornale e mi meraviglio di quanti politici non vogliono gli immigrati in Italia. Spero che un giorno gli uomini diventino migliori e che nel mondo regni la pace.

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Allego il link con il video dell'incontro: https://youtu.be/W6nmX-vUFV8

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Il giorno 14 febbraio nell’Istituto Comprensivo Duilio Cambellotti, durante la settimana Feedback, abbiamo incontrato i volontari di Casa Carlotta, una casa di accoglienza per rifugiati. La rappresentante del progetto “Una goccia nell’oceano” ha condiviso con noi, inoltre, la sua esperienza in Camerun. Ci ha raccontato che lì vivono in condizioni di estrema povertà. Durante la giornata, i genitori lavorano, mentre i bambini giocano o scalzi, o con dei sandali. Se manca l’acqua, visto che non tutte le famiglie possono permettersi l’acqua corrente, i genitori mandano i propri figli a prenderla in un pozzo, percorrendo 5 o più chilometri e al ritorno portano i cesti con dentro l’acqua, pesanti in base alla loro età. Questa signora ha portato una valigia piena di materiale scolastico ai bambini, che non avevano neanche un colore. Vorrei che più spesso si donasse quel che si ha in più a persone che non hanno niente.

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Ricevo dalla volontaria della Caritas di Palestrina: Antonella Tornatore Il viaggio dei migranti, é innanzitutto interno alle loro vite, nello smarrimento delle loro tradizioni e dei loro riferimenti, per non parlare dei pericoli che sono costretti ad affrontare e delle violenze che subiscono. Parlare delle persone che migrano non è mai facile, ma é indispensabile, perché è necessario associare ad ogni migrante un volto, una storia, e non un numero. Bisogna chiedersi cosa li spinga ad affrontare un viaggio così pericoloso e doloroso, quali siamo i progetti migratori di queste persone. Abbiamo bisogno di ripartire dall'incontro con l'altro, dalla conoscenza, in un'ottica di arricchimento reciproco. Abbiamo bisogno di riscoprire la nostra capacità di accoglienza, che é parte imprescindibile ed essenziale del nostro essere umani e relazionali, fin dalla nascita. In quest'ottica, sono stati presentati due progetti della Caritas diocesana di Palestrina: - progetto "Protetto. Rifugiato a casa mia" che ha visto l'accoglienza di due rifugiati sul/con il territorio, in un percorso di sostegno verso l'autonomia (https://www.ibarbari.it/video/zagarolo-accoglienza-integrazione-coinvolgono-lintera-comunita/) - progetto dei "Canali umanitari" che sta permettendo di salvare vite umane, consentendo a persone particolarmente vulnerabili, provenienti dalla Libia e dall'Etiopia, di arrivare in Italia in sicurezza, senza dover rischiare la vita in mare. Questi i temi affrontati con i ragazzi dell'I.C. Ciambellotti di Rocca Priora, attenti e già sensibili su questi temi. Sono infatti emersi dalla voce dei ragazzi: racconti di familiari emigrati anni fa, discriminazioni e soprusi contro le minoranze di ieri e di oggi. Piccoli semi di dialogo e confronto che danno speranza.

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Ricevo dai volontari dell’AVIS di Rocca Priora: Giovanni Roberti, Giuseppe Porcari, Franco Vinci Come volontari dell'Avis, ringraziamo di cuore il dirigente scolastico e la prof.ssa Paone coordinatrice del progetto "testimoni di diritti “ per l'opportunità che ci è stata data per incontrare i ragazzi della scuola. In linea con l'art 15 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, l'Avis promuove il diritto alla salute di ogni cittadino qualunque sia la sua cittadinanza in quanto essere umano. Il sangue non conosce distinzione di colore ,sesso, religione o condizione economica. Proprio come la cittadinanza è un bene unico e insostituibile che deve essere garantito a qualsiasi essere umano.La donazione di sangue è solidarietà allo stato puro senza se e senza ma, lo è ancor di più perché fatta esclusivamente per il prossimo non conoscendo l'identità della persona alla quale esso andrà...Grazie di nuovo.

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