RICONOSCIMENTO PARTICOLARE - Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Ripalimosani (CB) testimonia l'articolo 26


Articolo 26

Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria.
L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli.

26 marzo 2018 I nostri alunni incontrano gli studenti del CPIA di Campobasso
23/02/2018

Il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Campobasso accoglie soprattutto ragazzi immigrati provenienti dalle realtà più povere del mondo. Si tratta di persone che arrivano in Italia con mezzi di fortuna, affrontando, il più delle volte, viaggi estenuanti e lunghi al termine dei quali solo i più fortunati sopravvivono. Fuggono da zone flagellate dalla guerra, dove il denaro pubblico è principalmente utilizzato per spese militari a discapito della salute, del benessere e dell’istruzione dell’intera popolazione.
L’estrema povertà, la fame, le malattie, l’analfabetismo rendono queste persone invisibili alle statistiche e al mondo. Per questo motivo, in un sussulto di disperazione, decidono di mettere la propria vita nelle mani di feroci aguzzini avventurandosi in viaggi strazianti che, tuttavia, costituiscono per loro l’unica speranza per poter rinascere e vivere. Alcuni dei ragazzi che abbiamo incontrato ci hanno raccontato la loro storia fatta di sofferenza, sopraffazione, soprusi, ignoranza, ma anche di desiderio di riscatto e di rivincita per una vita negata ma che urla di esistere. Ecco perché ci hanno espresso il desiderio, ora che sono qui, di volersi pensare cittadini: conoscendo se stessi, i propri sentimenti; imparando a conoscere quelli degli altri, a rispettarli; e ancora, riconoscendo nel bene collettivo il proprio bene, percependo se stessi come cittadini di uno Stato, ma anche del mondo, senza chiusure identitarie. Soprattutto, pensando razionalmente e rifiutando il fascino pericoloso dei pregiudizi o del fanatismo.
La cultura, l’istruzione ci offrono la capacità e la possibilità di ragionare e ci insegnano a inerpicarci sulle vie di un pensiero più vasto. Il valore di questa conquista è immenso: chi sa ragionare, capire, pensare, difficilmente diventerà preda di mostri come il razzismo, l’integralismo, il fanatismo, la criminalità e sfruttatori senza scrupoli.
L’ignoranza per la schiavitù, un libro per la libertà.

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