Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Ripalimosani (CB) testimonia l'articolo 26


Articolo 26

Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria.
L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli.

06 aprile 2018 Incontro con i ragazzi dello SPRAR di Campobasso: Atif
Atif è nato in Kashmir, una meravigliosa terra straziata da interminabili scontri religiosi e politici che hanno coinvolto India e Pakistan per il possesso di questo piccolo scrigno. Ora il Kashmir appartiene al Pakistan, ma, come sottolinea Atif, solo la nazionalità dei suoi abitanti è pakistana, la loro identità è kashmira.
Parlare di sé e della propria esperienza di vita è stato molto difficile per questo ragazzo di trent’anni che,durante il suo difficile viaggio verso il nostro Paese, ha visto e vissuto esperienze così tragiche da non riuscire neppure a raccontarle. Atif ci ha detto di aver studiato in Kashmir, una fortuna per un ragazzo come lui che, ogni mattina, zaino in spalla, doveva camminare per chilometri prima di raggiungere la scuola. Quando è dovuto fuggire via dal suo Paese e dalla sua famiglia ha fatto una terribile scommessa con la vita ed è sopravvissuto … nonostante tutto.
Oggi dice che sarebbe meglio morire nel proprio Paese piuttosto che vivere quello che lui ha vissuto durante il viaggio, “almeno” ci ha detto “lì c’è qualcuno che piange per te se muori”. Il dolore del passato e del presente, tuttavia, non hanno tarpato le ali alla sua determinazione. Appena giunto in Italia ha deciso di ricominciare a studiare, di imparare la nostra lingua, di istruirsi perché, come ha più volte sottolineato, senza istruzione e senza cultura non c’è libertà, non ci sono diritti, non c’è rispetto, non c’è pace.

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