Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Ripalimosani (CB) testimonia l'articolo 26


Articolo 26

Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria.
L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli.

19 marzo 2018 L'istruzione: un diritto a lungo scambiato per un privilegio
07/03/2018

Ci siamo resi conto che per molto tempo, nella Storia, l’istruzione è stata un privilegio concesso soltanto ai figli maschi delle classi sociali più ricche: aristocratici e, successivamente, anche borghesi. I ceti sociali più miseri vennero esclusi per secoli dal diritto all'istruzione poiché le classi agiate temevano che la cultura potesse costituire per loro una potente arma di riscatto politico e sociale: chi ha accesso all'istruzione, infatti, può più facilmente conoscere i propri diritti ed è, di conseguenza, meno manovrabile e influenzabile. Proprio per questo motivo, nei Paesi democratici l’istruzione è considerata sia un diritto sia un dovere poiché la cultura dei singoli costituisce una ricchezza per l’intera collettività.
Nel Settecento, in nome della lotta all'ignoranza e alla superstizione, si affermò il principio di una scuola primaria aperta a tutti che, tuttavia, iniziò a divenire realtà in alcuni Paesi soltanto a partire dal secolo successivo. Nel lungo cammino di conquista del diritto all'istruzione, le donne hanno subito una costante discriminazione, relegate sempre ed esclusivamente al ruolo di moglie e madre.
Ai giorni nostri, la piaga dell’analfabetismo, lungi dall'essere sanata, affligge ancora molte aree del Pianeta e, in percentuale, interessa le donne molto più degli uomini. Le conseguenze sono gravi e si riflettono a livello globale: senza istruzione, infatti, non si può contribuire al miglioramento sociale, non si possono far rispettare i propri diritti, non si può vivere degnamente. Senza istruzione diventa difficile anche gestire rapporti sociali improntati alla comprensione, alla pace, alla tolleranza, alla parità tra i sessi, al rispetto dell’altro, all'apertura verso culture diverse.

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Come disse lo scrittore Ignazio Silone "ciascuno è responsabile per il tempo in cui vive.Penso che nessuno debba essere lasciato solo perché ogni cosa che capita agli altri in qualche modo ci riguarda

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