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Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Don Giulio Testa di Venafro (IS) testimonia l'articolo 25


Articolo 25
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Dichiarazione universale dei diritti umani: l'Istituto Comprensivo Don Giulio Testa di Venafro (IS) testimonia l'articolo 25



Vorrei una vita che...

La Dichiarazione universale dei diritti umani riguarda i diritti inviolabili che ognuno possiede in quanto essere umano; la nostra Costituzione li riconosce nell’articolo 2, e che compito dello Stato è quello di garantirli a tutti.
Quando si è iniziato a leggere in classe la Dichiarazione, ogni articolo è stato approfondito cercando di stimolare l’analisi e il senso critico degli alunni. Seppure il lavoro è ancora in itinere, gli studenti sono stati invitati a decidere, in base al personale coinvolgimento emotivo e morale, quale articolo doveva essere oggetto del concorso “Testimone dei diritti”.
L’attenzione è caduta sull’articolo 25, inerente il tenore di vita, la salute, il benessere che ogni famiglia dovrebbe avere, argomenti sui quali si è subito dibattuto animatamente. È scontato pensare che tutti dovremmo vivere in una casa accogliente, mangiare in maniera corretta e avere accesso a tutte le cure mediche in maniera gratuita. Tuttavia, analizzando le diverse situazioni, si è capito che questi diritti non sempre sono garantiti dallo Stato, né ai cittadini italiani né ai tanti stranieri residenti in Italia. I ragazzi hanno cominciato a comunicare le difficoltà economiche che alcune famiglie hanno avuto o ancora hanno. Stimolati, si è cercato di analizzare e confrontare le vicende attuali con le storie del passato, che raccontano di parenti costretti ad emigrare per cercar fortuna, per garantire una vita dignitosa ai propri figli o nipoti. Si è pensato al fenomeno dell’emigrazione, oggi, di tanti giovani costretti, anche dopo anni di studio, a lasciare il nostro Paese per trovare un lavoro. Le vicende degli immigrati in Italia, spesso bersaglio di un becero odio razziale, costretti a lasciare la loro terra con la prospettiva di una vita dignitosa o semplicemente per poter vivere, perché in alcune realtà il primo diritto ad essere negato è il diritto alla vita!
Così nasce la nostra idea di progetto. Gli studenti, testimoni diretti dei diritti di ieri e di oggi, coinvolgeranno le loro famiglie, intervisteranno parenti e conoscenti, documentando, filmando il loro lavoro di reporter. Si faranno raccontare di quando si emigrava dall’Italia. Saranno testimoni delle difficoltà attuali, che le famiglie italiane e straniere devono affrontare per garantire diritti basilari ai loro figli. Analizzeranno le vicende degli immigrati odierni, che fuggono da miseria e guerre. Sarà un modo per ripercorrere le tappe di una storia recente, ricordarla, riflettere alla luce delle situazioni di disagio attuali. Il lavoro verrà arricchito con letture, visione di film e documentari, che raccontano di persone costrette a vivere in mezzo a una strada, abbandonati a se stessi dallo Stato e che non possono permettersi beni di primaria necessità, di ragazzi ai quali non è consentito vivere una vita dignitosa. Verranno coinvolte anche le associazioni umanitarie locali, per sensibilizzare i ragazzi al fenomeno dell’immigrazione e far capire loro che c’è una Storia… oltre la storia. Come risultato finale verrà prodotto un file multimediale che descriverà, tramite testi, immagini e video, il percorso formativo affrontato dagli studenti: il passato e il presente sarà racchiuso in un unico momento.